Sant’Ottilia

Tovena, XIV secolo. Un pellegrino proveniente da nord scende da Passo San Boldo, porta con sé un fagotto che tiene stretto come fosse un tesoro. È esausto, preoccupato, pensa di essere inseguito proprio a causa di quell’involto; i tovenesi lo soccorrono e lui affida loro il prezioso fardello: – È il capo di Santa Ottilia, abbiatene cura e la Santa vi proteggerà. E scappa.

I Tovenesi, stupiti, si accordano per portare la reliquia in chiesa ma questa non si muove, sembra inchiodata a terra. Riescono nel loro intento solo dopo interminabili preghiere, processioni e atti di penitenza.

Nel punto esatto in cui il pellegrino ha deposto il fagotto, viene costruito un capitello che purtroppo, nel 1991, durante i lavori di sistemazione della strada del San Boldo, viene demolito perché troppo ingombrante.

Resta però la tavola con l’immagine della Santa (di autore ignoto) che ornava l’altare a lei dedicato. La si può ammirare nel Museo di Arte sacra adiacente alla chiesa di Tovena.

Ma chi era Santa Ottilia?

Sant’Ottilia, vissuta nell’VIII secolo, venne rifiutata dal padre, il duca Adalrico di Alsazia, perché cieca dalla nascita e rinchiusa nel monastero di Balma, dove riacquistò la vista nel momento in cui ricevette il battesimo. Da qui divenne poi badessa e visse santamente compiendo numerose opere straordinarie.

Alla sua morte, il corpo venne smembrato in più parti, conservate in varie chiese d’Europa, pratica diffusa a quei tempi.

Successivamente riunite, ora si sa che il corpo della Santa è conservato presso il monastero di Mont Sainte Odile di Strasburgo ma manca di due parti: il braccio destro, donato all’imperatore Carlo IV nel 1353 che si trova tutt’ora a Praga, e…la testa, conservata per l’appunto a Tovena!

Un po’ di storia

Ma parliamo un po’ di questa particolare località: Tovena. Posta all’imboccatura della valle che porta al passo di San Boldo, è frazione del comune di Cison di Valmarino.

Alcuni ritrovamenti nella parte centrale della vallata di Tovena risalenti all’età del bronzo fanno presumere che la zona fosse frequentata e forse abitata già in epoca preistorica. Ritrovamenti e testimonianze rendono certezza di residenti fissi in epoca romana, ma quel che è sicuro è che dal basso medioevo la località comincia ad acquistare una certa importanza come via di comunicazione tra la valle del Piave, il Bellunese e la regione dolomitica.

La torre scomparsa

È proprio a quel periodo che risale la torre di vedetta costruita all’imboccatura del canale di San Boldo a sorveglianza e protezione del percorso. L’edificio, di forma quadrata, venne mantenuto in funzione fino al 1420, quando la sua importanza strategica venne meno e, forse a causa di questo, la sua manutenzione venne abbandonata. Il totale decadimento dell’edificio fu probabilmente causato da un incendio, che lo rase completamente al suolo. Attualmente è visibile solo il perimetro del basamento della torre, i sui frammenti sono stati consolidati dal Gruppo Archeologico Cenedese, che ha potuto anche recuperare alcuni reperti archeologici riferibili all’epoca romana e bizantina.

Ma il vero tesoro di Tovena è la parrocchiale dei Santi Simone e Giuda

“Di impianto tardo seicentesco, anche se rimaneggiata alla metà dell’Ottocento, l’interno a tre navate è di notevole effetto scenografico, grazie al rapido susseguirsi delle campate e dei riquadri mistilinei ad affresco di Egidio Dall’Oglio che arricchiscono la volta a botte della navata centrale. È però interessante notare che qui si sono conservati anche quattro dossali lignei eretti tra Seicento e Settecento: sono un’interessante sopravvivenza delle importanti produzioni di altaristica e scultura lignea largamente presenti dell’area pedemontana fino al volgere del Settecento e che vennero poi rapidamente sostituite da manufatti in pietra. Il dossale ligneo del presbiterio è opera dell’intagliatore cisonese Sante Moretti (Cison di Valmarino 1675 – 1756 ca.)  ed è datato 1699. In esso è collocata la pala ottocentesca della Madonna col bambino in gloria tra gli apostoli Simone e Giuda e le tele con San Valentino e Sant’Antonio da Padova, opere del pittore austriaco Mathias Grempsel che seppe sapientemente recuperare l’elaborata lezione barocca dei grandi maestri d’oltralpe a un linguaggio misurato ma egualmente espressivo”. (Silvia Bevilacqua, Guida all’Alta Marca Trevigiana)

Aggiungiamo due particolari: il battistero di epoca medioevale coperto da una cuspide lignea ottagonale e l’organo che si deve forse al Callido ed è un tipico esemplare del ‘700 secondo lo stile veneziano.

Ed è a ridosso della chiesa che troviamo il piccolo ma prezioso Museo di Arte Sacra…

Inaugurato alcuni anni fa grazie al compianto parroco don Piergiorgio Camilotto che ha dato forma a un progetto ideato da don Livio Spader, storico parroco di Tovena dal 1970 al 2010.

Fu proprio don Livio a conservare con cura gran parte degli oggetti e degli arredi che si possono ammirare in questo particolare museo.

Ricordiamo tra le varie opere esposte una tela del Francesco Da Milano, una pala di San Vigilio del 1712, opere d’arte e arredi sacri non più nell’uso liturgico, tra i quali, appunto, quelli riferiti alla Sant’Ottilia.

Un particolare del Museo di Arte Sacra con Santa Ottilia

La secolare Fiera Franca di San Simone e Giuda

È proprio il luogo di transito di cruciale importanza che ha fatto di Tovena la sede congeniale di una delle più antiche fiere della Marca Trevigiana (molti sostengono che sia la più antica in assoluto).

Negli anni è stata proprio la Pro Loco di Tovena ad allestire i festeggiamenti che, oltre ad essere motivo di divertimento e intrattenimento resta un fondamentale recupero della storia e delle origini del paese e che hanno nella fiera il ruolo centrale di tutta la manifestazione.

Anche quest’anno Tovena rilancia, dopo l’edizione a metà dello scorso anno, con quindici giorni di eventi nel pieno rispetto delle regole anti-Covid con tante attività dalle escursioni agli spettacoli per bambini, dalla Fiera vera e propria a laboratori e mostre mercato. In tutti i giorni di “Tovena in Festa” non mancheranno ovviamente le leggendarie “Trippe alla Tovenese”, insieme a tantissime altre specialità servite presso lo stand enogastronomico della Pro Loco.

Inoltre, proprio in occasione della Secolare Fiera Franca dei Santi Simone e Giuda, ci sarà l’occasione per ammirare i tesori di cui abbiamo parlato all’inizio…

“Nel pomeriggio delle prossime domeniche 24 e 31 ottobre, dalle 15 alle 18, operatori culturali volontari ed esperti d’arte dell’Istituto “Beato Toniolo”, coordinati dalla segretaria dell’Istituto, Tiziana Zanon, offriranno la propria disponibilità per l’apertura e l’accoglienza dei visitatori nella chiesa e nel museo parrocchiale di Tovena, in sinergia con la Pro Loco del paese presieduta da Lino Gazzarin, la parrocchia retta dal nuovo arciprete don Luca Maria Bronzini e l’amministrazione comunale cisonese guidata dal sindaco Cristina Da Soller.”  (Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le Vie dei Santi).

Il programma completo di Tovena in Festa lo trovate, come al solito, qui!

Seguite la pagina Facebook della Pro Loco Tovena per tutti gli aggiornamenti!

Siete mai stati a Tovena? Avete mai assaggiato le Trippe alla Tovenese? Conoscevate già la leggenda di Sant’Ottilia?

Lasciate un commento: è gratis!

VIADebora Donadel
Articolo precedenteUna veduta diversa sul sito Unesco: arriva la prima panchina gigante a Revine Lago
Articolo successivoLa Fiera Franca del Rosario a Segusino: arriva la 116° edizione!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui