Dal 2 all’11 ottobre 2026, Fontigo torna a celebrare la Festa di Santa Libera, appuntamento che da generazioni fa parte della vita della piccola frazione del comune di Sernaglia della Battaglia e che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio anche nei paesi del territorio circostante.

A organizzare i festeggiamenti è la Pro Loco Fontigo, che anche quest’anno propone un programma tra musica, gastronomia, teatro, sport e celebrazioni religiose.

Musica e intrattenimento

La musica accompagnerà diverse serate della festa. Si parte venerdì 2 ottobre con PF80 – Anni ’80, mentre sabato 3 sarà la volta di Vittime Modà, tribute band dedicata ai Modà.

Il secondo fine settimana proporrà ancora musica dal vivo: venerdì 9 ottobre saliranno sul palco i The B Band con il loro Rock Hits Live, mentre sabato 10 ottobre toccherà ai Segnali Caotici, protagonisti del Cover Nomadi Tour 2026.

La cucina della festa

Come sempre, un ruolo importante sarà riservato alla cucina.

Nelle sere della manifestazione sarà attivo un fornito stand enogastronomico, con alcune serate speciali dedicate a proposte su prenotazione: la tagliata di sabato 3 ottobre, lo spiedo misto di sabato 10 e la paella valenciana mista di carne e pesce di domenica 11 ottobre.

Un’occasione per ritrovarsi a tavola e condividere uno degli aspetti più conviviali della festa, che da sempre accompagna gli appuntamenti organizzati dalla Pro Loco.

La devozione per Santa Libera

Accanto alla parte ricreativa, la Festa di Santa Libera conserva il suo nucleo religioso. Domenica 4 ottobre si terranno la processione con le reliquie della Santa e la Santa Messa, mentre giovedì 8 ottobre, giorno dedicato a Santa Libera, è in programma la Messa solenne accompagnata dalla Corale di Fontigo.

Le celebrazioni si concluderanno domenica 11 ottobre con la Santa Messa e la processione con le reliquie della Santa, accompagnata dal Corpo Bandistico di Moriago della Battaglia.

Teatro e bocce

Il programma lascia spazio anche al teatro e allo sport. Giovedì 8 ottobre la Compagnia Teatrale “Esterina Casòla” porterà in scena la commedia in due atti L’avvocato della mutua, con ingresso a offerta libera.

Sabato 10 ottobre sarà invece dedicato alle bocce, con un torneo individuale riservato ai non tesserati.

Una chiesetta sulle rive del Piave

La devozione per Santa Libera a Fontigo ha origini molto antiche. Già nel XII secolo, secondo le testimonianze storiche, sull’argine del Piave, nei pressi di un antico mulino, esisteva una piccola edicola votiva.

La sua luce serviva anche come punto di riferimento per gli zatterieri che durante la notte percorrevano il fiume dalla Val Belluna, trasportando legname verso valle.

All’interno era raffigurata la Madonna con una giovane Santa Libera inginocchiata ai suoi piedi. La località “Santa Libera” compare poi nel Catasto napoleonico di Fontigo del 1810, proprio nel luogo in cui si trovava l’antico capitello.

Dal capitello al santuario

Nel 1894 l’edicola venne sostituita da una piccola cappella, costruita più vicino all’abitato. Il parroco don Giobatta Bolzan commissionò al pittore Andrea Zanzotto senior un dipinto della Madonna, ma anche in questa nuova raffigurazione i fontighesi riconobbero la loro Santa Libera nella giovane che offre fiori alla Vergine.

La devozione continuò a crescere e nel 1912 gli abitanti decisero di costruire un piccolo santuario per accogliere i numerosi fedeli che vi si recavano in preghiera. Il progetto fu affidato al moriaghese Giovanni Varlonga.

La chiesetta è legata anche a un episodio particolarmente significativo della storia di Fontigo: durante la Prima guerra mondiale l’abitato venne quasi completamente distrutto, ma il piccolo santuario rimase miracolosamente illeso.

Chi era davvero Santa Libera?

La storia della festa è legata anche a una curiosa questione sull’identità della Santa. Santa Libera, infatti, non era inizialmente riconosciuta dalla Chiesa come una santa distinta. La devozione popolare potrebbe derivare dal culto della Madonna come Santa Maria Liberatrice, nome che nel tempo sarebbe stato abbreviato in “Santa Libera”, dando origine a una figura autonoma nell’immaginario della comunità.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento la questione provocò un confronto tra parroci e popolazione. Fu don Ettore Benvegnù-Pasini, parroco di Fontigo dal 1921 al 1935, a trovare una soluzione che permettesse di conservare la devozione senza rinunciare a darle un’identità riconosciuta.

Il sacerdote individuò infatti una martire venerata a Padova come Santa Libera, ritenuta corrispondente alla Santa Reparata venerata a Firenze, e ne promosse l’identificazione con la santa di Fontigo. Venne quindi commissionata allo scultore Mansueto Stuffer di Ortisei una statua che la raffigurava con la spada del martirio.

Da allora la festa di Fontigo è legata all’8 ottobre, giorno dedicato a Santa Reparata.

Una tradizione che la Pro Loco continua a custodire

Se oggi la Festa di Santa Libera continua a essere un appuntamento così sentito, il merito è anche del lavoro della Pro Loco Fontigo, che ne mantiene viva la tradizione e ne cura ogni anno l’organizzazione.

Una festa come questa racconta infatti molto più di un programma di eventi: racconta il legame di una comunità con la propria storia, con i luoghi della devozione e con quelle occasioni di incontro che continuano a riunire generazioni diverse.

Il programma completo lo trovate nel nostro sito mentre tutti gli aggiornamenti li potete seguire nelle pagine Facebook e Instagram della Pro Loco Fontigo.

VIADebora Donadel
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