Capitale italiana della Cultura 2022 – Una sfida avvincente

Pieve di Soligo è tra le dieci finaliste a Capitale Italiana della Cultura 2022. Sfida e opportunità per tutto il territorio dell’Alta Marca Trevigiana

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Le candidate iniziali erano ventotto: per il Veneto concorrevano Verona e, appunto, la piccola Pieve di Soligo. La nomina iniziale era quella per il 2021, poi a causa del Covid è slittata al 2022 permettendo a Parma, capitale per il 2020, di prolungare la sua investitura a tutto il 2021.

A novembre, dopo che tutte le ventotto città hanno presentato il proprio dossier di candidatura, ne sono state scelte dieci: Ancona, Bari, Cerveteri, L’ Aquila, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra e, la nostra, Pieve di Soligo.

Ma cosa vuol dire diventare capitale della cultura italiana?

Si tratta di un riconoscimento di cui hanno goduto finora: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015, Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018, Matera nel 2019 e Parma nel 2020/2021.

A parte Matera che è stata designata dall’Unione Europea, le altre città, come quest’anno, hanno concorso a un vero e proprio contest, istituito fin dal 2014 dal ministro Franceschini; contest nel quale, alle candidate non basta presentare un elenco di nomi illustri, luoghi famosi o meriti particolari; no, è necessario presentare un vero e proprio programma di sviluppo culturale e fornire prova che tale progetto sia stato sostenuto e si possa sostenere ben oltre l’anno di riconoscimento.  

Del resto l’investitura non è un semplice fregio da apporre allo stemma della città ma una vera e propria rosa di opportunità per far crescere culturalmente tutto il territorio: un milione di euro di finanziamenti e la “liberazione” delle risorse investite dai vincoli del patto di stabilità europeo; un’attenzione mediatica nazionale con francobollo celebrativo e riflettori fissi su un anno di mostre, convegni, appuntamenti ed eventi vari.

Il video di presentanzione delle dieci finaliste dal Canale Ufficiale del MiC – Ministero della cultura. Dal minuto 0.52: Pieve di Soligo!

L’alleanza tra Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana

L’iter di candidatura, a causa dell’emergenza Covid, ha assunto un carattere diverso e anomalo. Pieve ha intessuto con Parma un rapporto di partenship garantendosi, comunque, uno spazio di eventi nella città emiliana nel 2021.

Nell’ottica di promozione di un territorio, di cui Pieve di Soligo è centro e parte integrante, sono state strette delle alleanze di sostegno con le città dell’Alta Marca precedentemente candidate al prestigioso riconoscimento (Montebelluna, Vittorio Veneto, Treviso) e in generale con tutti i trenta comuni dell’Intesa Programmatica d’Area Terre Alte della Marca Trevigiana.

L’area territoriale candidata a Capitale italiana della Cultura 2002 ha assunto così la seguente denominazione: Pieve di Soligo e Terre Alte della Marca Trevigiana.

Solighetto, frazione di Pieve di Soligo in una foto che comprende le meravigliose Colline del Prosecco, Patrimonio Unesco.

La motivazione

L’obiettivo dichiarato dal bando era “stimolare una cultura della progettazione integrata” e diffondere “lo sviluppo culturale come paradigma del progresso economico” delle città.

Dice il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan:

L’idea di partecipare al bando per Capitale italiana della cultura 2022 è nata dal dialogo e dal confronto attorno ai temi del doveroso ricordo e celebrazione della memoria delle personalità culturali di spicco del territorio – tra le quali Andrea Zanzotto, Giuseppe Toniolo, Francesco Fabbri, Toti Dal Monte – e dall’interrogarsi sull’attualità del loro pensiero e se da questo si poteva trarre ancora ispirazione.

Da subito abbiamo percepito una affinità tra il tema posto a bando e la lunga tradizione di cooperazione e condivisione sociale che da sempre caratterizza le nostre comunità e ha plasmato il nostro territorio nei secoli, tanto da aver meritato anche il riconoscimento Unesco per la tutela e la conservazione delle colline tra Conegliano e Valdobbiadene.
Un territorio che su questa cultura comunitaria ha sempre ispirato lo sviluppo e che ha visto nascere eccellenze nel mondo del lavoro e della produzione. Uno sviluppo però che non sempre nel passato è stato rispettoso del paesaggio e delle comunità, compromettendo l’originale bellezza e autenticità dei luoghi e anche degli uomini.
Oggi gran parte del nostro territorio nazionale, ove antropizzato, risulta deturpato e compromesso da un frenetico e convulso “progresso scorsoio” che tutto ha travolto e metabolizzato in nome di un benessere economico che oggi ha mutato le proprie esigenze e luoghi di produzione, lasciando un territorio lacerato e consumato.
È su questi presupposti che abbiamo costruito il dossier di candidatura, individuando assi culturali di sviluppo che possano diventare il tratto comune, l’idem sentire dello sviluppo del nostro territorio verso il 2050.

Il nostro paesaggio e la sua cultura, che è insieme cooperazione e comunità, sostenibilità e inclusione, produttività e bellezza, sono la nostra ricchezza, una ricchezza che vogliamo comunicare al mondo e che speriamo possa essere esempio, come Capitale italiana della cultura, per lo sviluppo dei tanti territori italiani simili al nostro.

[Da Pieve2022]

Un frame molto “particolare” del video di presentazione di Pieve di Soligo alla finale di Capitale Italiana della Cultura 2022

Il logo

Il logo della candidatura di Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana a Capitale italiana della cultura 2022 racchiude in una forma armonica l’idea di movimento e di ricchezza di varietà di un territorio che ha fatto dell’equilibrio fra le sue molteplici componenti il proprio tratto distintivo.

Nei colori, da un lato un richiamo forte alla terra, al profilo dolce delle colline, a un intersecarsi di vegetazione e coltivazioni; dall’altro, il reticolo delle acque, così centrali nella vita e nei commerci, vie di scambio, comunicazione, contaminazione, crescita.

In posizione eccentrica, un punto richiama lo sguardo, esprimendo una singolarità, una unicità. Compreso fra due forme simmetriche, il punto esprime un equilibrio dinamico, in evoluzione, polarizzando traiettorie e significati.

Molteplicità e unicità di arti, poesia del paesaggio, natura, cultura, saperi, contenuti, in un impulso che vede Pieve di Soligo protagonista.

[Da Pieve2022]

Presentazione

Il progetto “Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana a Capitale italiana della cultura 2022” verrà presentato il 14 e il 15 gennaio al Mibact, a Roma, davanti alla giuria che guida il concorso: il presidente Stefano Baia Curioni con Salvatore Adduce, Francesca Cappelletti, Roberto Livraghi, Cristina Loglio, Franco Iseppi e Giuseppe Piperata. Sarà poi il ministro Franceschini a proclamare la vincitrice o una rosa di vincitrici (sì, è già successo!).

La concorrenza sarà agguerrita ma il dossier di candidatura di Pieve di Soligo non ha niente da invidiare alle altre candidate e, se volete saperne di più, la prossima settimana ne proporremo qui una sintesi; è, sì, un progetto ambizioso, ma, grazie all’importante sinergia tra associazioni, amministrazioni e istituzioni dell’Alta Marca, sicuramente perseguibile.

Pieve di Soligo in una bellissima immagine aerea, sempre da Pieve 2022

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