Il volontariato dell’Alta Marca perde oggi uno dei suoi protagonisti più autorevoli, un uomo che ha saputo trasformare l’amore per la propria terra in un progetto collettivo durato quasi mezzo secolo.

Si è spento nella notte di martedì 4 agosto 2026, all’ospedale di Conegliano, Roberto Franceschet, presidente in carica del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave. Era stato ricoverato sabato scorso in seguito a complicazioni legate alle sue condizioni di salute.

La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia e in tutta la comunità. Roberto lascia la moglie Maria Luisa, i figli Alberto con Giuliana e Franco con Francesca, e gli adorati nipoti Pietro, Alice, Emma e Filippo.

Prima delle esequie, che saranno celebrate venerdì 7 agosto alle 16.30 nel Duomo di Pieve di Soligo, il Consorzio Pro Loco del Quartier del Piave e UNPLI Treviso, promuovono alle 14.45, in Auditorium Battistella Moccia, un momento di incontro e commemorazione laica dedicato alla figura di Roberto Franceschet aperto ai volontari delle Pro Loco, alle associazioni del territorio e a tutti coloro che vorranno ricordarlo. Alle 16.15 i partecipanti raggiungeranno insieme il Duomo per la preghiera e il commiato.

Quarant’anni di visione: oltre lo slogan del “fare rete”

Con Roberto Franceschet se ne va molto più di un presidente. Se ne va una figura che, per quasi quarant’anni, ha saputo immaginare, costruire e mettere in relazione persone, associazioni e istituzioni, quando ancora l’espressione “fare rete” non era entrata nel linguaggio comune. Per lui non era uno slogan, ma un modo naturale di vivere il volontariato.

Tra i soci fondatori del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, nato nel 1986, ne ha assunto la presidenza nel 1989, incarico che ha ricoperto senza interruzioni fino a oggi.

Prima ancora aveva già profuso il proprio impegno nella Pro Loco di Pieve di Soligo, della quale fu presidente, contribuendo a rilanciare la storica Sagra dello Spiedo Gigante e introducendo quello che sarebbe diventato uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione: il Tiro alla Fune tra Contà e Trevisan, ancora oggi simbolo di partecipazione e appartenenza.

Edizione 2025 dello Spiedo Gigante di Pieve di Soligo

Ma è all’interno del Consorzio che la sua capacità progettuale ha trovato la massima espressione.

Un laboratorio di idee

Negli anni il Consorzio è diventato un autentico laboratorio di idee, spesso anticipatrici dei tempi.

Pubblicazioni, guide turistiche, cartine tematiche, strumenti di promozione del territorio e un costante supporto organizzativo e burocratico alle Pro Loco hanno permesso alla rete di crescere fino a riunire 22 Pro Loco in rappresentanza di dodici Comuni del Quartier del Piave e della Vallata di Valmareno, Pro Loco che, in questi giorni, si sono strette in un abbraccio corale alla famiglia, testimoniando con innumerevoli messaggi la gratitudine per il loro storico leader.

Frutto di un Sostegno Sociale

Nel 2000, insieme alla Fondazione “Il Nostro Domani”, diede vita a una delle iniziative di solidarietà più significative della provincia di Treviso: Frutto di un Sostegno Sociale.

Frutto di un Sostegno Sociale 2014

L’idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: distribuire, in oltre duecento piazze della provincia, cassette di mele biodinamiche chiedendo in cambio un’offerta destinata alla realizzazione e al sostegno delle comunità alloggio per persone con disabilità. Un progetto che negli anni ha coinvolto oltre 160 associazioni, più di 800 volontari coordinati dalle Pro Loco e dalle realtà associative del territorio, raccogliendo nelle prime venticinque edizioni la straordinaria cifra di 2.145.111,80 euro.

Per questo straordinario esempio di solidarietà, nel 2024 Roberto Franceschet aveva ricevuto il Premio Giuseppe Toniolo nella sezione “Azione & Testimoni”. Anche in quell’occasione diede una lezione di stile. Scelse infatti di condividere il riconoscimento con Maria Elena Filippi, instancabile colonna portante dell’iniziativa, e con Udino Buso, storico promotore di Frutto di un Sostegno Sociale, perché, come ha sempre sostenuto, nessun progetto nasce e cresce grazie a una sola persona.

Premio Giuseppe Toniolo 2024

Eventi Venetando

La sua mente, curiosa e sempre proiettata verso il futuro, aveva intuito con largo anticipo anche le potenzialità della comunicazione. Prima diede vita al mensile Eventi Venetando, poi al portale omonimo, una piattaforma digitale capace di raccogliere e promuovere in un unico spazio tutta la vita sociale, culturale e ricreativa dei dodici Comuni del Quartier del Piave e della Vallata. Nel tempo Eventi Venetando è diventato il principale punto di riferimento per la promozione degli eventi dell’Alta Marca Trevigiana.

Il Panevin

Tra tutte le iniziative, però, ce n’è una alla quale era particolarmente legato: il Panevin del Quartier del Piave.

Dal 1992, grazie al coordinamento del Consorzio, ogni 5 gennaio oltre quaranta Panevin si accendono contemporaneamente al suono prolungato dell’Ave Maria.

Ogni anno il fuoco viene benedetto in una località diversa e da lì parte, attraverso le tradizionali staffette, per raggiungere tutti gli altri falò del territorio.

Un rito collettivo che Roberto Franceschet ha saputo custodire e rinnovare, promuovendo un modello rispettoso dell’ambiente, senza materiali inquinanti, petardi o fuochi d’artificio, valorizzando invece il canto popolare, la convivialità e la tradizionale pinza.

A baluardo delle eccellenze enogastronomiche

A queste storiche realtà si aggiunge il suo ruolo di ideatore e fondatore dell’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca e del Fondaco del Gusto, di cui continuava ad essere infaticabile animatore, strumenti nati per nobilitare e proteggere le eccellenze gastronomiche locali.

La sua visione contribuì, oltre trent’anni fa, insieme alla Comunità Montana, a gettare il seme di quella che oggi è conosciuta come Primavera del Prosecco.

L’idea di riunire in un unico calendario tutte le Mostre del Vino del territorio rappresentò una svolta per la promozione dell’Alta Marca Trevigiana, trasformando tante singole manifestazioni in un grande progetto condiviso.

Costruire relazioni

Sarebbe impossibile racchiudere in poche righe tutte le iniziative che hanno portato la sua firma o che hanno preso forma grazie alla sua capacità di mettere insieme persone, idee e competenze.

Molte sono ormai entrate nella quotidianità del territorio al punto da sembrare sempre esistite. In realtà, dietro a ognuna di esse c’era spesso la sua intuizione, la sua determinazione e la sua instancabile capacità organizzativa.

Roberto Franceschet è stato un visionario nel senso più concreto del termine. Ha immaginato il futuro del volontariato quando ancora nessuno parlava di governance e marketing territoriale o di reti associative. Lui costruiva relazioni, metteva attorno allo stesso tavolo realtà diverse, faceva dialogare persone con obiettivi comuni.

Per quarant’anni ha dedicato al territorio tempo, energie e passione, senza conoscere orari, festività o fine settimana, senza mai chiedere nulla in cambio.

Aveva una dedizione quasi maniacale nel conservare, catalogare e archiviare ogni singola locandina, flyer o libretto di qualsiasi manifestazione degli ultimi 40 anni. Non era solo collezionismo: era l’ossessione vitale di tenere viva la memoria storica, la tradizione perché era fermamente convinto che senza questi elementi non si poteva costruire il futuro.

L’omaggio dell’UNPLI Treviso e del mondo Pro Loco

Il legame di Roberto con il mondo delle Pro Loco era viscerale. Riportiamo integralmente il ricordo di Giovanni Follador e dell’UNPLI Treviso tutta:

“Fin dal 1984, il Comitato provinciale UNPLI di Treviso e il Consorzio Pro Loco del Quartier del Piave hanno camminato fianco a fianco, condividendo idee, iniziative e progetti sempre rivolti al futuro.

Per Roberto venivano prima di tutto le Pro Loco: difenderle, seguirle, accompagnarle e consigliarle era la sua missione. Se ne prendeva cura come un buon padre di famiglia, perché le considerava davvero la sua grande famiglia. Un sentimento che non riservava soltanto alle associazioni del suo Consorzio, ma estendeva alle Pro Loco trevigiane, venete e di tutta Italia.

Di Roberto ho sempre ammirato la tenacia: quando credeva in un progetto, doveva arrivare fino in fondo e difficilmente si fermava davanti agli ostacoli.

Accanto alla sua determinazione c’era un cuore profondamente sensibile, sempre attento a chi attraversava un momento di difficoltà. Amava stare con le persone e incontrarle anche con i piedi sotto la tavola, perché per lui la convivialità era un modo autentico per condividere amicizia, ascoltare, confrontarsi e far nascere nuove idee.

Gli piaceva essere circondato da tanta gente, nella semplicità dello stare insieme.

Con Roberto perdiamo un amico, un uomo generoso e un grande punto di riferimento per tutto il mondo delle Pro Loco. Il suo esempio e la sua instancabile voglia di costruire continueranno ad accompagnarci”.

A queste parole si unisce il cordoglio di Rino Furlan, presidente UNPLI regionale, a nome delle 585 Pro Loco del Veneto.

I messaggi di cordoglio

Da ieri si susseguono ininterrotti i messaggi di stima e dolore.

Il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Luca Zaia, lo ha ricordato così: “Un uomo buono, che per quarant’anni ha lavorato per la nostra comunità, per il nostro territorio e per il mondo del volontariato. Con passione, umiltà e grande capacità di coinvolgere le persone, ha saputo costruire relazioni, far crescere progetti e mettere sempre al centro il bene comune”.

Il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, ha sottolineato come la sua scomparsa lasci un “profondo vuoto”, definendolo custode delle tradizioni locali e ricordando “la puntualità, la precisione e il contributo sempre costruttivo dei suoi interventi in seno ai tavoli di lavoro dell’IPA”.

Un contributo fondamentale alla crescita civile del territorio è stato sottolineato dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi. La presidente Annalina Sartori e il direttore scientifico Marco Zabotti esprimono stima e profonda riconoscenza:

“L’opera esemplare del presidente Roberto Franceschet, con il suo impegno tenace, costante, generoso e lungimirante alla guida del Consorzio e nell’animazione di tante attività, ha offerto un contributo originale e insostituibile al progresso culturale e sociale di tutto il territorio”.

Zabotti, coordinatore della rete Vite Illustri Pieve di Soligo (VIP), ricorda l’amore di Franceschet per la “sua” Pieve, definendolo un “nobile alfiere del volontariato”.

Banca Prealpi SanBiagio, dove Franceschet è stato membro del Consiglio di Amministrazione per 18 anni, dal 1999 al 2017, ricoprendo per lungo tempo anche l’incarico di Consigliere dell’Associazione di Mutuo Soccorso Noi x Noi, ne ha celebrato l’umanità e lo spirito di servizio.

Federico Della Puppa, site manager dell’Associazione Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene lo ricorda come un infaticabile coordinatore delle Pro Loco del quartier del Piave e animatore di Venetando, la rete informativa che da anni racconta il territorio delle Colline di Conegliano Valdobbiadene attraverso i suoi eventi.

Messaggi di cordoglio sono giunti sentiti anche dal GAL AltaMarca, dal Distretto del Cibo della Marca Trevigiana e da numerosi sindaci del territorio.

Oltre alle istituzioni, hanno espresso pubblicamente il loro dolore i gruppi Alpini locali e la sezione Avis di Pieve di Soligo-Refrontolo, realtà con cui Roberto ha collaborato per decenni.

L’ultimo pensiero per i volontari

Il vice presidente del Consorzio, Luciano Piaia, lo saluta così:

“Abbiamo perso il buon maestro, e per questo non sarà mai dimenticato. Se questo territorio è così oggi, è grazie a lui e alle sue numerose intuizioni. Ci ha insegnato a essere Pro loco nel vero senso della parola, “a favore delle comunità”, creando strade dove non c’era nulla. I suoi grandi valori, il suo bellissimo esempio e la sua visione illuminante saranno per sempre da faro per tutti noi”.

Fino all’ultimo, il pensiero di Roberto è andato ai suoi amati volontari. Solo pochi giorni fa, il 25 luglio, aveva voluto che il Consorzio donasse delle magliette ai volontari A.V.O. come segno di gratitudine.

Oggi il mondo delle Pro Loco, l’UNPLI, il vastissimo universo dell’associazionismo e l’intera comunità dell’Alta Marca perdono un punto di riferimento difficilmente sostituibile.

Le opere che lascia continueranno a vivere. Ma soprattutto continuerà a vivere il metodo che ha insegnato a generazioni di volontari: credere nelle persone, unire le forze e costruire insieme.

Perché è così che Roberto Franceschet ha trasformato un’idea in una comunità.

VIADebora Donadel
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