Personaggi illustri innamorati delle colline di Conegliano e Valdobbiadene

PHILIPPE DAVERIO

Storico dell’arte e saggista

Ho sempre creduto che il XXI secolo, per gran parte dell’Italia, sarebbe stato il secolo del grande restauro. Così come abbiamo restaurato in passato i centri urbani, oggi dobbiamo sforzarci di comprendere l’importanza che ha il paesaggio.

E restaurarlo, come è avvenuto nelle colline del Conegliano Valdobbiadene, grazie alla viticoltura del Prosecco Superiore DOCG. Il Superiore è un prodotto eccellente, che negli ultimi anni ha fatto dei passi formidabili, e che ora dalla notorietà deve raggiungere il mito.

Serve quindi una presa di autocoscienza da parte di chi vive qui di possedere un paesaggio che ha già in sé dei grandissimi valori, dalle ville ai fantastici castelli, sino alla memoria epica della prima guerra mondiale.

All’olfatto ed al sapore di un prodotto eccellente come il Prosecco Superiore va quindi aggiunto un immaginario visivo, che parte da un’eredità formidabile e utilizza forti strumenti culturali legati al paesaggio.

Per fare questo va creato un forte senso di comunità della gestione pubblica e urbanistica, dove i contadini sono i veri giardinieri del paesaggio. Con un programma di progettazione ed estetizzazione che punti a riscoprire l’armonia.

Questo percorso è la prossima frontiera che deve affrontare il territorio della Conegliano Valdobbiadene, per cercare di avvicinarsi al grande mito. Ma i materiali per inventarlo, a partire proprio dal paesaggio che è la miglior pubblicità del vostro prodotto, li avete tutti. Ma non solo, c’è anche una grande eredità storico-culturale che lo legittima, c’è il senso di grazia, c’è l’intelligenza del fare. Serve, ora, che tutto questo percorso vada avanti, perché quell’equilibrio estetico e quel senso dell’armonia che sono le vostre grandi qualità, sono valori inimitabili da comunicare.

Testo raccolto da Paolo Colombo nel corso del Conegliano Valdobbiadene Festival

Philippe Daverio

PAOLO MIELI

Giornalista

Cinquant’anni fa, nel 1969, nasceva la Denominazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco. E mi piace pensare che non sia una coincidenza che un marchio, un prodotto che nell’ultimo decennio ha trainato il Veneto in un momento critico, sia nato proprio nel ’69, anno spartiacque e simbolo del passaggio dalla povertà ad un percorso di benessere.

In realtà va detto che il Prosecco Superiore ha alle spalle molta più storia dei cinquanta anni che festeggia oggi. Soprattutto culturale, che parte dal 1876 con la nascita della Scuola Enologica e prosegue nel 1923 con la creazione dell’Istituto sperimentale per la viticoltura. Una storia che, grazie ad un nucleo di coraggiosi, ha saputo inserire su una tradizione legata al vino una nota di scientificità ed un momento di investimento culturale.

Paolo Mieli

Studio, cultura e investimento sui giovani: sono i concetti chiave che hanno fatto sì che qui nascesse un distretto territoriale.

Ed ecco un altro concetto importante: il piccolo territorio che determina una cultura, una formazione ed una tradizione, dove si creano modi specifici di lavorare la vite. Certo, il territorio da solo non può bastare per le sfide future del mondo globale. Sul piano produttivo si potranno fare passi avanti, ma quello a cui si deve puntare è la creazione di un sogno.

Il Conegliano Valdobbiadene offre paesaggi unici che producono qualcosa di eccezionale ora deve diventare anche un’ambizione. Che si raggiunge riscoprendo uno spirito di collettività e di comunità, producendo un aumento di valore intorno a qualcosa di mitico, che possa rendere duraturo quello che è stato conquistato negli ultimi 50 anni. Il prossimo passo, quindi, è, partendo dal successo economico, quello di entrare nel mito, lavorando insieme per far diventare il Conegliano Valdobbiadene un luogo da visitare almeno una volta nella vita.

Testo raccolto da Paolo Colombo

Collagù2

Da Visit Conegliano Valdobbiadene – Rivista Enoturistica

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