Il Molinetto della Croda è senz’altro uno dei luoghi più suggestivi della Marca Trevigiana.

L’aspetto più caratteristico del luogo è dato dalla simbiosi tra l’edificio e la roccia; il rustico, infatti, è in parte scavato nella pietra e in parte costruito in mattoni.

La roccia, la croda appunto, è l’aspetto che racchiude la storia della nostra terra, non solo quella legata all’attività del mulino e delle successive destinazioni di questo sito.

L’attività mineraria nei dintorni del Molinetto

Dal documentario sulle miniere di lignite a Refrontolo di QdP a cura di Luca Vecellio
Articolo e documentario del 3 aprile 2021

Croda infatti sta ad indicare il tipo di roccia maggiormente diffusa: il conglomerato, un insieme di rocce sedimentarie formate da detriti duri e teneri miscelati insieme.

Nella zona circostante il Molinetto, tra il 1866 e il 1947, è stata intrapresa un’attività mineraria per l’estrazione della lignite che occupava circa una cinquantina di persone.

L’attività di estrazione del carbonfossile, fu intensificata in corrispondenza degli eventi bellici; in questi periodi l’attività mineraria rappresentò per numerose famiglie una provvidenziale risorsa economica.

Il carbon fossile veniva trasportato fuori dalla Val del Mus (nome della vallata da cui si arriva a Molinetto) con un’apposita ferrovia di cui è tuttora visibile un tratto in località Crevada, di fronte alle distillerie Bernardi. La lignite estratta dalle miniere di Refrontolo veniva inviata a Castelfranco per gli impieghi siderurgici della ditta Simmel.

Ancora oggi sono riconoscibili i quattro filoni carboniferi originari e qui illustriamo gli itinerari alla scoperta delle vecchie miniere:
* Dalle case Cesca si prosegue per il sentiero della Croda del Mus costeggiando il ruscello Minador. Sono visibili alcune gallerie scavate dalla ditta Marnati e Larizza, la sede della baracca con cucina e mensa per i minatori e le cabinette di captazione della sorgente di acqua potabile.
* Dalla casa Bof si prosegue per il sentiero del Maso Tedesco. La galleria chiamata Angelo Bianco, scavata su costone di roccia, ha ancora l’impianto di chiusura posto dal comune di Refrontolo all’epoca in cui si approvvigionava dell’acqua della sorgente. Presso le Case Corradini troviamo la galleria “Corradini”. Sempre da casa Bof è possibile seguire il sentiero che porta al suggestivo borgo Vallotai.
* Dalla mulattiera per San Zuanet, verso il maso Perera, si incontrano il borgo Dal Toè e il borgo Cadorin, dove sono visibili due gallerie, una aperta dal gruppo Dal Toè-Salton e l’altra dal gruppo Perera-Soldan.

Uno scatto delle colline dietro il Molinetto della Croda tratta dalla pagina Facebook dell’Università degli adulti Pieve di Soligo

Costruzione, ristrutturazioni e restauri

Il Molinetto della Croda rappresenta un caratteristico esempio di architettura rurale del secolo XVII in stile composito veneto.

Costruito in più riprese, la prima data ufficiale alla quale lo si fa risalire è il 1630. Le fondazioni poggiavano, appunto, già da allora, nella nuda roccia.

In realtà, vi sono testimonianze e documentazione che attestano la presenza e l’attività degli uomini, in questo luogo, in tempi molto più antichi.

In origine esso constava di due piani: in quello inferiore venne installato il mulino, in quello superiore la cucina e la camera.

I più antichi proprietari, nel sec. XVII, risultano i Marzer, famiglia in rapida ascesa che avrebbe poi ottenuto il titolo nobiliare dei Conti Battaglia.

Successivi ampliamenti consentirono di ricavare i locali per la dimora di modeste famiglie di mugnai; i primi furono i Menegon, seguirono poi molti fittavoli tra i quali si ricordano gli Zannoni che rimasero fino al 1840, i Corbanese detti “Nascinben” fino al 1912, i Morgan fino al 1923, i Dal Toè e i Favero fino al 1927, anno nel quale fecero ritorno i Morgan che vi rimasero fino agli anni ’60. Il mulino vide diminuire la sua attività dopo la seconda guerra mondiale, fino a cessare del tutto nel 1953.

L’avvento dell’elettricità aveva reso i mulini ad acqua improduttivi: la corrente elettrica permetteva di macinare molta più farina in molto meno tempo abbattendo quindi notevolmente i costi e con una resa migliore (si riusciva infatti a raffinarla di più).


L’edificio venne quindi abbandonato e nel giro di alcuni anni si ridusse ad un rudere pericolante.

Un primo intervento di consolidamento statico e di restauro si ebbe negli anni ’70, ma è soltanto con l’acquisto dell’immobile da parte del comune di Refrontolo, intorno agli anni ’90, che l’edificio è tornato all’antico splendore. Gli scrupolosi interventi di restauro hanno conservato inalterate le caratteristiche dell’edificio. Al piano terra è stata fedelmente ricostruita la macina, resa di nuovo funzionante.

Il Lierza

La cascata formata dal fiume Lierza ha un dislivello di 12 metri, e a metà è visibile un foro dentro il quale l’acqua viene inghiottita per tornare a sbucare dentro il bacino, sotto la cascata. È un interessante fenomeno di erosione di rocce molto dure che tuttavia non sono riuscite a opporsi al costante lavoro di scavo dell’acqua.
Il bacino sottostante è mosso da una corrente circolare che impedisce agli oggetti che galleggiano in superficie di uscire dallo specchio d’acqua. Soltanto grazie a una piena o a piogge intense il movimento viene interrotto, permettendo un rapido deflusso.

Nonostante nei periodi di secca la cascata si riducesse ad un rivolo, il metodo della canaletta che riversa l’acqua dall’alto nella ruota del mulino, garantiva il funzionamento continuo anche quando l’acqua era davvero poca.

D’altro canto, la minaccia incombente di piene improvvise e alluvioni devastanti ha sempre accompagnato le famiglie di mugnai che hanno abitato il Molinetto.
Il torrente Lierza, infatti, se da un lato ha azionato per anni le pale del mulino, garantendo il sostentamento è stato anche la causa di danni e tragedie. Nel 1934 e nel 1941 le rovinose alluvioni hanno compromesso le strutture dell’edificio. Nel 2014, poi, la furia dell’acqua ha causato la tragedia che tutti ancora ricordiamo.

L’amore degli artisti

Questo edificio, che sembra nascere dalla roccia e vivere grazie e nonostante la furia dell’acqua, sintetizza lo stretto legame tra uomo e natura che ha ispirato artisti e poeti che hanno vissuto o anche solo semplicemente visitato il Molinetto della Croda.

Non solo incantati dal meraviglioso paesaggio ma stregati dalla simbiosi.

Il tanto caro poeta di casa, Andrea Zanzotto diceva:

“Il Molinetto è una piccola opera nel suo genere assai caratteristica e potremmo dire che la bellezza e l’interesse del Molinetto non è in sé quanto piuttosto nell’essere profondamente inserito nel paesaggio. Qui, infatti, troviamo ancora conservata quella profonda viva partecipazione delle piccole opere alla carnalità stessa della terra. L’opera d’arte si confonde con ciò che è artigiano, arte e artigianato in un tutto unico, opere e quotidianità…”.

Parlando di questo luogo è impossibile non citare Angelo Lorenzon, pittore e scultore, che aveva, vicino al Molinetto, il suo laboratorio. Proprio Zanzotto lo descrive come “gentile e consapevole guardiano di un regno collinare di bellezze estreme, terribili pur nella loro dolcezza, umile custode di un’alta idea dell’arte che, se oggi appare come in penombra, non potrà mai cessare di dar luce”. L’Associazione Molinetto della Croda, che si occupa della gestione del sito per conto del Comune è da sempre in prima linea nel ricordare Lorenzon: nel 2009 gli ha dedicato un’importante retrospettiva e nel 2019 (a quarant’anni dalla morte) una mostra antologica che ha concluso un progetto di valorizzazione e ricerca sull’artista e le sue opere.

Il Molinetto oggi

Oggi, il Molinetto della Croda, proprio grazie all’associazione anonima, è sede di mostre ed esposizioni e unisce alla vocazione turistica una valenza didattica e culturale ed è visitabile tutto l’anno.

In particolare sono visitabili i locali interni dell’edificio contestualmente alle Mostre in calendario per ciascun periodo dell’anno. C’è la possibilità di una passeggiata a lato della cascata o, se interessati, con percorsi più lunghi.

Da marzo fino a fine settembre sono a disposizione tavoli e panche per la sosta e per il picnic, all’esterno o in spazi coperti in caso di pioggia o maltempo.

Il biglietto d’ingresso con visita ai locali interni e percorso cascata costa 3 euro a persona ed è gratuito fino ai 14 anni.

Fuori dall’orario di apertura e compatibilmente alla disponibilità dei volontari è possibile prenotare la visita con una guida che presenta brevemente la storia del mulino e fa funzionare la macina, fornendo ogni dettaglio sul suo funzionamento e sul mais macinato.

Il costo della visita con dimostrazione e di 3 euro a persona per gruppi e di 1,50 ad alunno per le scuole.

Orari d’apertura (Interno del molino e percorso cascata)

Venerdì e sabato ore 10.30 – 12.00 e 15.00 – 18.00

Domenica e festivi ore 10.30 – 18.30

Gli orari d’apertura possono subire delle variazioni in funzione della disponibilità dei volontari, di ulteriori restrizioni Covid o di allerte meteo.  

L’associazione promuove stagionalmente mostre d’arte, esposizioni ed eventi; una delle mostre più popolari è senz’altro quella dei presepi nel periodo natalizio che ci auguriamo possa ritornare, Covid permettendo.

Questa estate e fino al 3 ottobre il Molinetto ospita una mostra dedicata proprio alla sua storia: “Caro Molinetto, quattro secoli di storia, immagini e testimonianze”. Un percorso fotografico che ci accompagna nel corso dei decenni, dentro l’incanto di un’atmosfera suggestiva.

Per chi non è dei dintorni ricordiamo che il Molinetto è facilmente raggiungibile e dispone di un idoneo parcheggio sia per i pullman che per le auto all’ingresso.

Durante gli orari di apertura i volontari sono a disposizione per qualsiasi informazione e si possono trovare dépliant informativi su edifici e luoghi d’interesse, ristoranti, locande, agriturismi e cantine ma anche carte turistiche e sentieri della zona.

In fondo trovate tutti i recapiti per contattare l’associazione.

Insomma non esiste un motivo perché si debba rinunciare a visitare il mulino ad acqua più famoso della Marca Trevigiana e lasciarsi alla meraviglia del suo storico incanto.

“… non era che il mulino
ridente e servito dalle ombre; 
era il mulino che fa trasalire 
le frescure affiorate per i lor cauti pori, 
il mulino tra la salvia il mulino che non fa 
più rumore che foglia…”
Andrea Zanzotto da “Dietro il paesaggio”

Contatti

Sito web http://www.molinettodellacroda.it/

Mail: info@molinettodellacroda.it

Tel. 0438 978199

Cell. 347 2658327 – 335 7515805 – 347 0751078

Se non indicato diversamente le foto sono tratte dalla pagine Facebook dell’Associazione Molinetto della Croda.

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