Nel mensile 2025 di Eventi Venetando abbiamo scelto di dare spazio a figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia delle nostre comunità, spesso operando lontano dalla ribalta, ma con un impatto decisivo sul piano umano, civile e culturale.
L’articolo che segue, pubblicato nel numero di agosto e qui riproposto integralmente, rende omaggio a una di queste personalità emblematiche: Antonio Buffon, patriota e garibaldino, la cui vicenda si intreccia strettamente con la storia di Cison di Valmarino e con i momenti cruciali del Risorgimento italiano.
Persone Iconiche del Comune di Cison di Valmarino
Antonio Buffon
Di Enrico Dall’Anese
Dovendo scegliere un personaggio illustre di Cison per questa rubrica, la nostra scelta cade su un’insigne figura di patriota del quale il 5 agosto di quest’anno ricorre il 120° anniversario della morte.
Si tratta di Antonio Buffoni, insigne garibaldino nato nel 1841, che a soli 18 anni era già arruolato e partecipava alla campagna del 1859 con i volontari capitanati dal celebre generale Medici.
Di Buffon non possediamo una foto, ma abbiamo un suo ritratto fisico diramato nel 1861 dalla Polizia austriaca di Venezia nel tentativo di arrestarlo come “gravemente sospetto in linea politica”:
“Statura alta, capelli castani, corporatura snella, fronte regolare, ciglia castane, occhi simili, naso profilato, barba nascente, bocca media, mento ovale, viso oblungo, colorito sano”.
Nel 1860-61, come capitano nell’esercito dell’Italia meridionale, arruola volontari per il Corpo di Vercelli. Nel 1866 prende parte alla campagna di guerra contro gli Austriaci quale capitano del 4° battaglione del Corpo delle Bande armate venete.
Qualche mese dopo è capitano del 2° battaglione di volontari di Guardia nazionale della provincia di Belluno. Nel frattempo organizza, come comandante, la Banda dei Garibaldini stanziati a Cison.
Dopo l’Unità d’Italia il Buffon ricoprì importanti incarichi nelle pubbliche amministrazioni.
Nel 1875 il Ministero degli interni lo elogiava per la sua opera durante le straordinarie inondazioni che avevano desolato il territorio romano.
Dal 1881 al 1885 fu nominato capitano nella Milizia territoriale di La Spezia.
Nel 1894 fu ispettore di Pubblica Sicurezza a Venezia, nel 1902 commissario straordinario prima a Benevento e poi nel Pistoiese.
Si erano frattanto susseguite numerose onorificenze tra le quali quelle di Cavaliere di San Maurizio e Lazzaro, di decorato dell’Ordine dell’Aquila Nera di Prussia e di Commendatore della Corona d’Italia.
Con la consueta retorica del tempo così il dott. Adolfo Schileo lo ricordava nel corso delle esequie solennemente celebrate a Cison il 7 agosto 1905:
“Nella sua vita, dirò così romanzesca, di frequente rifulsero episodi di sublimi ardimenti, di sagacie geniali, di liberalità spontanee. Né ancora son qui spenti i ricordi di lui, giovane baldo, accorrente nelle schiere garibaldine, infiammato il petto del sacro fuoco della patria, né si è steso ancora l’oblio sui duri ceppi e le lunghe prigionie patite a suggello e riprova delle sue audacie di soldato e patriota. In penosi uffici, in difficili incarichi, egli seppe sempre accoppiare tatto a prontezza, generosità ed energia ovunque, riscuotendo plauso e benemerenza”.




