La festa di San Rocco a Sernaglia della Battaglia ha origine antichissime tanto quanto la chiesetta che sorge nella piazza omonima.

Infatti, tra il 1629 e il 1632 imperversava in questa zona la peste nera. Gli abitanti di Sernaglia pensarono di erigere una chiesa al santo che, dal medioevo in poi, veniva invocato spesso come protettore dalla peste.

SAN ROCCO

San Rocco è il più popolare fra i protettori degli appestati, la sua festa viene celebrata il 16 agosto. Ricordiamo che il suo culto ebbe una grandissima diffusione in Francia e soprattutto nel Nord Italia e in particolare a Venezia dove durante l’epidemia di peste del 1477 in suo onore fu fondata una confraternita di carità, ma anche per altre epidemie quale il vaiolo nero alla fine del settecento e il colera alla fine ottocento. Nella diocesi di Vittorio Veneto si trovano diverse chiese a lui dedicate: la parrocchiale di San Rocco a Conegliano e quella di Saccon a San Vendemiano, poi a Ceneda di Vittorio Veneto, a Pinidello di Cordignano, a Gaiarine, a Moriago, a Ponte della Priula e, appunto, a Sernaglia della Battaglia.

L’edificazione della chiesa, intorno al 1632, portò anche uno spostamento del fulcro del paese; l’antico centro storico di Sernaglia si trovava infatti più a est rispetto a quello attuale, presso la frazione di Villanova. La popolazione cominciò a insediarsi attorno alla nuova chiesa dando origine al nuovo centro abitato.

Una forte e precisa volontà, quella dei sernagliesi, di costruire la chiesa e di affidarsi a San Rocco: il 30 settembre del 1631, si riunirono e motivarono la loro decisione in un documento arrivato fino a noi.

“Si decise volontariamente da tutti che la chiesa sia eretta per devozione et per votto da essere dedicata alla Beatissima Vergine del Carmine et ai Santi Sebastiano et Rocco, che per la sua pietà et misericordia degnino intercedere alla Divina Maestà che liberi esso Populo di Sernaia del male et pericoli che soprastano del male contagioso”.

Successivamente venne stabilito il luogo, la piazza che confinava con le proprietà terriere di Bernardo Zorza, la strada comunale e la terra di Bernardi, e la licenza a costruire arrivò nel febbraio del 1632.

Nella chiesa vi erano gli altari dedicati a San Rocco e Sebastiano con alcune reliquie dei Santi Rocco e Filippo Neri.

Foto del professor Raffaello Spironelli.

La dedica alla Madonna del Carmine fu presto dimenticata, e col tempo anche quella a San Sebastiano.

Nel 1742 la chiesa di San Rocco venne, per così dire, declassata a chiesa campestre. Intorno agli anni 50 del 1800 la chiesa fu sottoposta a un lungo restauro e altri lavori vennero compiuti verso la fine dello stesso secolo.

Poco prima della Grande Guerra, la chiesa possedeva un bel portale classico con una scalinata d’accesso ed un parato marmoreo con forme geometriche con due paraste. Non c’era la torre campanaria ma sul lato destro del tetto una vela con una campana.

L’immagine e tratta dal Foto Archivio Bianchin

La devastazione della guerra segnò profondamente Sernaglia e anche questa antica chiesetta non fu risparmiata: l’oratorio venne distrutto, solo una parte della facciata si salvò e venne addirittura rubata la pala dell’altare.

La bomba che distrusse questo angolo di Sernaglia è ancora visibile, conficcata nella parete lungo via Trevigiana.

L’immagine è del professor Raffaello Spironelli

Intorno al 1920 l’edificio venne ricostruito e venne aggiunto il campanile con una cella campanaria in stile neorinascimentale.

L’ultimo restauro risale alla fine degli anni Novanta.

E fu proprio allora che al locale Gruppo Festeggiamenti venne l’idea di affiancare alla tradizionale celebrazione liturgica, una festa tra gli abitanti di Sernaglia. Festa che, in realtà, si era sempre svolta, fin dall’edificazione della chiesa, sebbene in forma più sobria e minima, ma che poi era stata dimenticata. Da anni, infatti, si celebrava solo la Santa Messa di San Rocco.   

Partirono in sordina con un piccolo rinfresco conviviale per poi montare un piccolo tendone in piazza (ancora non c’era il senso unico), smontavano poi in brevissimo tempo per non compromettere la viabilità.

Erano i primi anni duemila, di lì a poco il Gruppo Festeggiamenti prese le redini dell’annuale sfilata dei carri a febbraio con la contemporanea sagra di San Valentino, patrono di Sernaglia. Nel 2011 il gruppo divenne ufficialmente Pro Loco Sernaglia e la festa di San Rocco venne spostata negli spazi dell’associazione.

Quindi, la storia di questa festa, pur avendo origini secolari, è relativamente recente.

Dopo la pausa forzata del 2020, quest’anno si è allestita una sagra “quasi” normale, tre giorni di cibo e musica con serate a tema come da miglior tradizione della Pro Loco Sernaglia.

Come sempre l’intento della Pro Loco è quello di far rivivere l’antica ricorrenza di San Rocco con delle giornate di convivialità da vivere in compagnia, impegnandosi comunque a rispettare tutte le norme vigenti in merito al Covid.

Buon divertimento!

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