Proseguono a Miane i lavori di restauro all’interno dell’antica chiesa di Sant’Antonio Abate a Vergoman.
Sotto la direzione della Soprintendenza competente, la restauratrice Emanuela Ruggio è al lavoro dallo scorso mese di febbraio per la cura e il recupero dei preziosi affreschi e degli intonaci storici, sulla base degli studi e dei piani operativi predisposti con l’obiettivo di restituire l’importante edificio sacro alla sua originaria bellezza religiosa e artistica.
Lo stato di avanzamento dell’opera, condotta con particolare maestria dalla dottoressa Ruggio, è stato al centro di una visita effettuata nei giorni scorsi a Vergoman dal direttore scientifico dell’Istituto Diocesano Beato Toniolo, Marco Zabotti, e dalla storica dell’arte dell’IBT Cristina Chiesura, su gentile invito della presidente dell’Aps Comitato Festeggiamenti Sant’Antonio di Vergoman “Mario Bortolini”, Giulia Bortolini.

Durante il sopralluogo, autorizzato e alla presenza anche di altri componenti del Comitato mianese, la restauratrice ha illustrato nel dettaglio agli ospiti gli interventi realizzati sulle strutture interne e le operazioni di recupero messe a punto in questi mesi.
Un lavoro che ha portato anche al rinvenimento di nuove e interessanti porzioni di antiche superfici affrescate, che si aggiungono ai lacerti di dipinti riconducibili al XV secolo scoperti fortuitamente nel corso di alcuni lavori di manutenzione dell’edificio nel 2010.
La restauratrice non ha nascosto la propria soddisfazione per gli esiti raggiunti, a fronte di un intervento che in alcune fasi si è rivelato particolarmente complesso e ha richiesto l’impiego di strumentazioni sofisticate e di precisione per il recupero della parte pittorica, come il laser.
«Siamo felici per tutte le belle novità che stanno emergendo dalle pareti della chiesa di Vergoman grazie all’intervento competente e appassionato di Emanuela Ruggio – ha dichiarato a margine dell’incontro la presidente del Comitato, Giulia Bortolini – e tutto questo ci mette già nella prospettiva di poter contare su nuove risorse aggiuntive per il completamento di quanto avviato, per le lavorazioni che si sono rese necessarie in itinere e che esulano dall’originario progetto e dal finanziamento ministeriale».
Da qui l’appello della presidente Bortolini: «Ci rivolgiamo pertanto, sin da ora, a tutte le persone, le realtà e le istituzioni sensibili del nostro territorio che volessero dimostrare in maniera concreta e tangibile il loro sostegno a questa nostra iniziativa», resa possibile in partenza grazie al finanziamento straordinario di 190 mila euro concesso dal Ministero della Cultura nella primavera 2025, su diretto interessamento dell’onorevole Angela Colmellere.
Il progetto comprende anche il restauro dell’altare ligneo policromo dorato, del paliotto con la sua tela e della tela della lunetta esterna.


Un patrimonio ancora tutto da scoprire
In occasione della presentazione del nuovo progetto di intervento sulla chiesa di Sant’Antonio Abate di Vergoman, svoltasi a Miane nel giugno 2025, dopo il recupero degli esterni realizzato in diverse fasi a partire dal 2015, era stata sottolineata l’urgenza di completare gli interventi per restituire un coerente assetto agli intonaci interni e mettere in luce, attraverso un opportuno restauro, il palinsesto che racconta la secolare evoluzione del complesso.
L’obiettivo del restauro delle superfici parietali interne e degli arredi lignei è infatti quello di restituire un’unitarietà decorativa a un edificio che oggi si presenta ancora in modo incompleto e disomogeneo, riportando all’attenzione dei fedeli e della comunità scientifica quanto rimane di un ciclo pittorico di notevole interesse e, di fatto, ancora inedito per gli studi.
Al termine del sopralluogo, Marco Zabotti e Cristina Chiesura si sono complimentati con Emanuela Ruggio e Giulia Bortolini per lo stato di avanzamento dei lavori, esprimendo la loro riconoscenza per un impegno di grande significato per la valorizzazione dello straordinario patrimonio religioso e artistico della comunità.
È stato ribadito anche il forte valore identitario e comunitario che la chiesa di Sant’Antonio Abate rappresenta per Vergoman e per Miane. Da qui l’auspicio che, già nel corso del 2027, la chiesa rinnovata possa tornare ad essere aperta al pubblico e diventare sede di cerimonie ed eventi lungo le Vie dei Santi della diocesi di Vittorio Veneto.
Una prospettiva che si inserisce nel percorso già avviato dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo e che ha trovato una significativa conferma lo scorso 19 luglio, quando il Santuario della Madonna del Carmine di Miane ha ospitato con grande successo il concerto della Piccola Orchestra Veneta e dei suoi Solisti, nell’ambito del Festival “La Musica nel Sacro” 2026, promosso proprio dall’Istituto Beato Toniolo.
Il recupero della chiesa di Vergoman assume così un significato che va oltre il pur fondamentale intervento conservativo: significa restituire alla comunità un luogo della propria storia, della propria fede e della propria identità, rendendolo nuovamente parte viva del patrimonio culturale e spirituale del territorio.
Marco Zabotti
per l’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi




