Ci sono festival che si raccontano attraverso i numeri. E poi ci sono festival che si raccontano attraverso le persone.
Lago Film Fest appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Da sabato 18 a sabato 25 luglio, il piccolo borgo di Lago, sulle rive del Lago di Revine, tornerà a essere uno dei punti di riferimento del cinema indipendente internazionale.

Ma chi conosce davvero questa manifestazione sa che il suo valore va ben oltre gli oltre cento film in programma o le tante anteprime internazionali: il suo vero patrimonio è la comunità che l’ha fatta nascere e che continua a sostenerla.
Una storia iniziata nel 2005 grazie alla visione di Viviana Carlet e di tante persone che hanno creduto in un’idea apparentemente folle: trasformare un piccolo paese in un luogo di incontro per il cinema contemporaneo.
Una storia che affonda le proprie radici anche nell’impegno della Pro Loco Revine Lago, che proprio quest’anno celebra i suoi cinquant’anni di attività e che ha accompagnato la nascita e la crescita del festival.
Qualche mese fa abbiamo raccontato la storia di Viviana Carlet nella nostra rubrica Custodi e Innovatori, perché il suo percorso rappresenta perfettamente ciò che accade quando una visione riesce a coinvolgere un’intera comunità.
Oggi, guardando alla ventiduesima edizione, quella visione continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima.
Perché proprio Kevin Bacon?
La grande provocazione di questa edizione porta il nome di Kevin Bacon.
Viviana gli ha scritto una lettera e tutte le persone che collaborano all’organizzazione del festival hanno chiesto a chiunque di aiutarle a farla arrivare fino a lui. Non per inseguire una celebrità, ma per trasformare la teoria dei sei gradi di separazione in un esperimento collettivo.
Sei gradi di separazione tra Lago e Kevin Bacon
L’idea nasce dalla celebre teoria dei sei gradi di separazione, secondo la quale ogni persona del pianeta può essere collegata a qualsiasi altra attraverso una catena di non più di sei conoscenze.
È la cosiddetta teoria del “mondo piccolo”, sviluppata in ambito sociologico e matematico per spiegare come le reti di relazioni umane siano molto più vicine di quanto immaginiamo.
Kevin Bacon è diventato il simbolo di questa teoria, tanto che nel 2007 ha fondato l’associazione benefica SixDegrees.org, coinvolgendo numerose personalità di Hollywood per trasformare proprio quella rete di relazioni in uno strumento concreto di solidarietà.
L’idea è semplice: ogni connessione può diventare un’opportunità per aiutare qualcun altro.
È lo stesso principio che anima Lago Film Fest ed è da questa “provocazione” che nasce la XXII edizione del Festival.



Come racconta Viviana Carlet:
“È da questo spirito che è nata l’idea di invitare Kevin Bacon. Non perché ci servisse una star. Non perché pensassimo che un nome famoso potesse risolvere qualcosa. Ma perché avevamo bisogno di un sogno sufficientemente grande da raccogliere ancora una volta una comunità attorno a un’idea”.
Quando il catalogo è andato in stampa Kevin Bacon non aveva ancora risposto. Ma la comunità sì.
Sono arrivati messaggi, suggerimenti, contatti improbabili, tentativi di ogni genere. Festival internazionali, artisti, giornalisti, amici di amici e perfetti sconosciuti hanno deciso di partecipare all’impresa.
“Hanno risposto centinaia di persone – prosegue Viviana Carlet – Tutti avevano capito la stessa cosa. Che il punto non è Kevin Bacon. Il punto è provarci”.
Aggiunge Carlo Migotto, che co-dirige con Carlet il festival e ha ideato la campagna:
“Manca ormai pochissimo. Siamo riusciti ad arrivare fino a due gradi di separazione da Kevin Bacon e continuiamo a esplorare nuove strade. Per ora non possiamo svelare nulla, ma una cosa è certa: fino al 25 luglio, ultimo giorno di Lago Film Fest, la partita è ancora aperta. E noi continueremo a provarci. Sempre.”

Un cinema che racconta il presente
Naturalmente, al centro del festival resta il cinema.
L’edizione 2026 propone oltre cento opere provenienti da 33 Paesi dei cinque continenti, con una percentuale altissima di première internazionali, europee e italiane, confermando la vocazione internazionale che Lago Film Fest ha costruito in oltre vent’anni di attività.
Come spiega la direttrice artistica Federica Pugliese, il programma riflette perfettamente l’identità del festival: uno spazio dove il cinema diventa occasione di incontro e di costruzione collettiva.
Non è un caso che il filo conduttore di questa edizione sia proprio il valore delle relazioni, presente tanto nella campagna dedicata ai sei gradi di separazione quanto nei film selezionati e nei numerosi progetti fuori concorso.
Le opere affrontano alcuni dei temi più urgenti del nostro tempo: identità, migrazioni, appartenenza, memoria, ambiente, trasformazioni sociali, conflitti, relazioni umane e nuovi modi di abitare il mondo.
Documentari, fiction, animazione, videoarte e cinema sperimentale dialogano tra loro, mentre molti autori utilizzano archivi familiari, materiali storici, il sogno, il mito e il fantastico per interrogare il presente.
Grande attenzione è riservata anche al paesaggio, dalle montagne alle lagune, dai piccoli villaggi alle isole, e al corpo, raccontato nella sua dimensione politica, affettiva e identitaria.
Qui è possibile scaricare il dossier con tutti i dettagli, le biografie degli ospite e le schede dei film.
Un festival che continua a crescere
Accanto ai concorsi, Lago Film Fest continua ad ampliare i propri orizzonti.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono il focus dedicato alla reporter e regista libanese Jocelyne Saab, quello sull’artista contemporaneo Diego Marcon, le installazioni visionarie di Nelly Ben Hayoun, i percorsi dedicati alle nuove cinematografie del Sud-est asiatico, gli approfondimenti sulle pratiche collaborative e le sezioni che mettono al centro il corpo, la danza e le nuove forme della narrazione.
Non mancheranno concerti, performance, videomapping, installazioni immersive, masterclass, incontri con gli autori, Listening Room, Lago Live Music e i Barefoot Industry Days dedicati al futuro del cinema indipendente.
Tra le novità più interessanti c’è anche la Lago Cine Summer School, pensata per bambini e ragazzi: un investimento concreto sulle nuove generazioni di spettatori e, chissà, sui futuri cineasti.

Un piccolo paese che continua a immaginare in grande
In un tempo in cui tutto sembra misurarsi con algoritmi, visualizzazioni e numeri, Lago Film Fest continua a ricordarci che il valore più grande resta quello delle relazioni.
Forse è proprio questo il motivo per cui, dopo ventidue edizioni, continua a essere un festival speciale.
Per una settimana, il piccolo borgo di Lago non ospita semplicemente una rassegna cinematografica. Diventa un luogo dove persone provenienti da tutto il mondo si incontrano, condividono idee, costruiscono amicizie e immaginano nuovi modi di guardare il presente.
E il futuro.
Come conclude Viviana Carlet: “Questa, più che la storia di un festival, è la storia di una comunità che ha creduto che i sogni, quando vengono condivisi, possano diventare luoghi reali”.
Informazioni utili
Trovate il programma completo del Lago Film Fest nel sito dell’evento e tutti gli aggiornamenti nelle pagine Facebook e Instagram dedicate.
Qualche suggerimento per chi non è mai stato al Festival: l’accesso è presso l’entrata del Parco Archeologico Didattico del Livelet (via Carpenè): c’è un ampio parcheggio!
Qui trovate tutte le indicazioni per arrivarci anche se usate mezzi diversi.
Dentro l’area del festival ci sono punti ristoro e bagni accessibili anche alle persone disabili.
Lago Film Fest è un ecosistema sicuro, sostenibile e inclusivo: qui trovate tutte le azioni intraprese in tal senso!




