Si alza ufficialmente il sipario su Città Italiana del Vino 2026/2027, un riconoscimento che vede protagonista l’area del Conegliano Valdobbiadene e che inaugura un fitto calendario di circa 190 eventi in due anni. Un traguardo che parla di vino, certo, ma soprattutto di territorio, comunità, giovani e futuro.
Per noi di Eventi Venetando, che raccontiamo e promuoviamo gli eventi dell’Alta Marca Trevigiana con l’obiettivo di valorizzarne l’identità territoriale ed enogastronomica, questo riconoscimento rappresenta un’opportunità straordinaria: accendere i riflettori su un patrimonio unico al mondo e rafforzare il legame tra cultura, paesaggio e tradizione vitivinicola.
Cosa significa “Città Italiana del Vino 2026/2027”
Il titolo di Città Italiana del Vino è promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino, realtà che riunisce oltre 500 Comuni italiani legati alla cultura vitivinicola. Nato nel 2021, il riconoscimento prevede la realizzazione di un programma biennale di attività enoturistiche, culturali, ambientali e socioeconomiche dedicate al mondo del vino.
Per il 2026 e 2027 il testimone passa dai Castelli Romani – insigniti del titolo nel 2025 – a due territori simbolo dell’eccellenza enologica italiana: l’area del Conegliano Valdobbiadene e il Vulture in Basilicata.
Nel nostro caso, il riconoscimento coinvolge una coalizione di 14 Comuni della provincia di Treviso con Conegliano capofila: un sistema territoriale che coincide con le Colline del Prosecco, riconosciute UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e patria del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.


Essere “Città Italiana del Vino” non significa soltanto celebrare un prodotto d’eccellenza, ma promuovere un modello di sviluppo che intreccia paesaggio, sostenibilità, formazione, turismo e identità culturale. È un riconoscimento che valorizza la vite e il vino come motore economico e sociale, capaci di generare attrattività e coesione.
“Giovani al Centro”: il futuro del territorio passa dalle nuove generazioni
La candidatura dell’area Conegliano Valdobbiadene porta un titolo emblematico: “Giovani al Centro”. Non uno slogan, ma una visione precisa.
Il biennio 2026/2027 vedrà infatti un coinvolgimento diretto delle scuole, degli istituti di formazione e dei giovani professionisti del territorio. Dalla sostenibilità agricola al marketing territoriale, dall’innovazione nella filiera vitivinicola all’accessibilità e alla promozione turistica, saranno proprio le nuove generazioni a proporre idee, progetti e sperimentazioni.
Già nelle giornate inaugurali gli studenti degli istituti superiori dell’area saranno protagonisti di un convegno dedicato alle prospettive di sviluppo del territorio e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Un segnale chiaro: il futuro dell’Alta Marca Trevigiana si costruisce ascoltando chi la vivrà e la guiderà domani.
In un momento di grandi cambiamenti per il settore vitivinicolo e per il turismo, mettere i giovani al centro significa garantire continuità, innovazione e rispetto della tradizione.
La cerimonia di apertura: un momento istituzionale per dare il via al biennio
Il via ufficiale al programma 2026/2027 sarà segnato da una cerimonia inaugurale riservata agli addetti ai lavori, alle istituzioni, ai rappresentanti delle Città del Vino e agli stakeholder del settore.
Sarà un momento simbolico e istituzionale per sancire l’inizio del biennio, con brevi interventi dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale Città del Vino, delle amministrazioni comunali coinvolte e dei partner del progetto. I contributi metteranno in luce il valore del lavoro di rete tra i 14 Comuni, l’importanza della collaborazione con il territorio del Vulture e le opportunità di crescita legate all’enoturismo e alla promozione integrata.
Accanto alla cerimonia istituzionale, dal 27 febbraio al 1° marzo si svolgerà una tre giorni di iniziative diffuse tra Pieve di Soligo, Valdobbiadene, Conegliano e Vittorio Veneto: convegni, momenti culturali, visite guidate e appuntamenti enogastronomici che rappresentano solo un “assaggio” dei 190 eventi in programma nei prossimi due anni.
Un’opportunità strategica per l’Alta Marca Trevigiana
Il riconoscimento arriva in un momento particolarmente significativo: anniversari importanti per la storia vitivinicola locale, una crescente attenzione internazionale verso le Colline del Prosecco e un settore enoturistico con ampi margini di sviluppo.
Il dialogo con il Vulture, territorio simbolo dell’Aglianico e di una viticoltura identitaria nel Sud Italia, rafforza inoltre il concetto di rete tra territori del vino: Nord e Sud che si incontrano per condividere esperienze, buone pratiche e progettualità comuni.
Per l’Alta Marca Trevigiana si tratta di molto più di un titolo: è un’occasione concreta per consolidare il proprio posizionamento come meta enogastronomica d’eccellenza, capace di offrire esperienze autentiche, cultura, paesaggi unici e una forte identità comunitaria.




