21 Febbraio 2026 - 21 Giugno 2026 Cultura e Spettacolo Sernaglia della Battaglia CEA Museo Media Piave a Fontigo
PARTIR... Zanzotto, Pillonetto, Gobbato e l'emigrazione
Dal 21 febbraio al 21 giugno 2026, presso il CEA MEP a Fontigo di Sernaglia della Battaglia
PARTIR... Zanzotto, Pillonetto, Gobbato e l'emigrazione
Inaugurazione: sabato 21 febbraio alle ore 16.00
C’è un verbo che attraversa la storia del Veneto più di ogni altro: partire. Un verbo che contiene dolore e speranza, necessità e coraggio, radici e orizzonti lontani. A questo verbo è dedicata la mostra “PARTIR… Zanzotto, Pillonetto, Gobbato e l’emigrazione”, in programma al CEA-MEP di Sernaglia della Battaglia dal 21 febbraio al 21 giugno 2026, un progetto espositivo che restituisce voce, volto e memoria a oltre un secolo di migrazioni venete attraverso le parole e le opere di Andrea Zanzotto e Giocondo Pillonetto.
La mostra, ideata ed organizzata dal Comune di Sernaglia in collaborazione con l’Associazione I Luoghi di Zanzotto, prosegue il percorso di valorizzazione dell’opera e del pensiero del poeta, strettamente legati al paesaggio e alle sue comunità, indagando un momento cruciale della nostra storia sociale: l’emigrazione che, dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento, ha trasformato profondamente il Veneto e la sua gente dopo le ferite della guerra.
Migliaia di uomini e donne lasciarono campagne e paesi spinti dalla povertà e dalla mancanza di lavoro, diretti soprattutto verso Brasile, Argentina e Stati Uniti, ma anche verso l’Europa del Nord e le colonie africane, costruendo comunità solide e durature lontano da casa. In questa cornice regionale, I Luoghi di Zanzotto porta alla luce una vicenda locale di straordinario valore umano: quella degli emigranti di Sernaglia, che si ritrovavano nell’osteria di Giocondo Pillonetto insieme a Lino Teofilo Gobbato e al poeta Andrea Zanzotto. Da quegli incontri nacque nel 1953 la Comunità degli Emigranti di Sernaglia, una realtà che arrivò a contare oltre 700 iscritti e che si pose, tra i primi esempi in Italia, l’obiettivo di sostenere concretamente gli emigranti e le loro famiglie, fino al rimpatrio delle salme dei concittadini scomparsi all’estero: un gesto potente di solidarietà e appartenenza.
Accanto a chi partiva, la mostra racconta anche chi restava: le donne, i figli, gli anziani, custodi silenziosi della quotidianità e della tenuta sociale dei paesi. Lettere, pacchi, risparmi e decisioni prese “a distanza” costruiscono un racconto corale in cui l’attesa diventa azione e responsabilità condivisa.
Nel 1991, Andrea Zanzotto definì quei tempi “eroici”, invitando a riconsiderarli come stimolo per il futuro. Le sue parole accompagnano il visitatore lungo un percorso che non è solo storico, ma profondamente umano e contemporaneo, e apre un dialogo con il presente, interrogandosi sul significato dell’emigrazione oggi. Attraverso interviste a giovani del Quartier del Piave che lavorano all’estero, il progetto mette a confronto le migrazioni storiche con le nuove forme di mobilità contemporanea, segnate da tecnologie che accorciano le distanze e ridefiniscono il legame con il luogo d’origine.
Filmati d’epoca, documenti originali, fotografie, lettere e oggetti personali compongono un allestimento dal forte valore storico e didattico, pensato per un pubblico ampio e arricchito da laboratori per le scuole, incontri, presentazioni di libri, letture e proiezioni cinematografiche durante tutto il periodo espositivo.
“PARTIR…” è inoltre un invito a proseguire il viaggio nei luoghi della memoria del territorio di Sernaglia della Battaglia: dal Monumento all’Emigrante alla Grotta di Santa Barbara, al Monumento-saccello all’interno del cimitero di Fontigo, segni concreti di una storia fatta di sacrificio e dignità, “di uomini sparsi per il mondo come il grano”.
Una mostra che non si limita a ricordare, ma chiede di riflettere: su ciò che siamo stati, su ciò che siamo e su ciò che, forse, stiamo tornando ad essere.
Ad arricchire e integrare il percorso espositivo, infine, è il secondo "Quaderno Zanzottiano", curato da Lamberto Pillonetto, che funge da catalogo della mostra e contiene una preziosa scenografia inedita di Andrea Zanzotto e un contributo critico di Luciano De Giusti. Come sottolinea Elio Armano nella prefazione, il volume svela il lato meno conosciuto del poeta: il suo precoce impegno civile verso gli emigranti del territorio, vissuto accanto all’amico e "alter ego" Giocondo Pillonetto. In queste pagine, "dietro" la letteratura e il paesaggio, emerge l’angoscia di quegli anni e il tentativo di costruire un futuro di speranza contro la disperazione, restituendo dignità a quegli uomini dalle "mani callose" che, con rudimentali valigie, affrontavano viaggi lenti e alloggi di fortuna, spesso isolati e additati al disprezzo lontano dalle proprie famiglie.
Il racconto si spinge fino a toccare la sorte, solo apparentemente più lieve, delle giovani donne del tempo, costrette allo strazio di abbandonare i propri figli per andare ad allattare nelle città le creature dei ricchi. Furono proprio questi ultimi — gli emigranti, i dimenticati, i vinti dalla povertà — i veri protagonisti del panorama umano che i due giovani poeti ebbero sotto gli occhi e che oggi la mostra di Sernaglia riporta al centro della memoria collettiva.
Il catalogo, prodotto dall’Associazione "I luoghi di Zanzotto" con il contributo del Ministero del Turismo e dei Comuni di Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia, si configura così come un documento importante per comprendere le radici profonde di una terra che ha fatto del "partire" la sua storia.
PARTIR… Zanzotto, Pillonetto, Gobbato e l’emigrazione
21 febbraio - 21 giugno 2026
CEA-MEP, Fontigo di Sernaglia della Battaglia, Piazza del Popolo, 1
Orari: da lun a ven su prenotazione; sabato 15.00 -18.30 / domenica ore 10.00 – 12.00 e
15.00 - 18.30
Ingresso gratuito
Per informazioni: tel 0438-96558, email: comune@comune.sernaglia.tv.it
CATALOGO DELLA MOSTRA
“Partire. Zanzotto Pillonetto e l’Emigrazione”
a cura di Lamberto Pillonetto
Antiga Edizioni, 140 pp.
ISBN 978-88-8435-609-3
Disponibile in mostra con liberalità a favore dell’Associazione I Luoghi di Zanzotto
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