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11 Gen 2021

Pieve di Soligo verso la finale di Capitale italiana della cultura 2022

Verso un “distretto culturale evoluto”


La scorsa settimana abbiamo tratteggiato il percorso di avvicinamento di Pieve di Soligo all’adesione al bando per diventare Capitale Italiana della Cultura 2022 e analizzato il significato di tale eventuale investitura.

Oggi invece proveremo a delineare i principi base del dossier di candidatura.

Il dossier presentato al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo è stato praticamente scritto due volte; la prima stesura era in funzione della candidatura per il 2021 e quindi incentrata sui due importanti centenari che si celebreranno quest’anno a Pieve di Soligo, cioè quello di Andrea Zanzotto e quello di Francesco Fabbri.

Quando, a causa della pandemia, si è stati costretti a posticipare il bando di un anno, pur mantenendo questi due personaggi come tratti distintivi dell’ideazione del progetto, il dossier è stato incentrato sulla rigenerazione del territorio.





Il programma culturale per il dossier di candidatura prevede diverse categorie di progetti, alcuni assolutamente originali e innovativi, come la “decostruzione generativa”, altri da sviluppare ma già presenti e collaudati nel territorio e altri ancora che guardano al futuro e alla condivisione tra le varie generazioni.

 

Dalla sintesi del dossier di candidatura:

A) Progetti Attivatori

Attivano il processo di cambiamento verso il territorio di domani; rappresentano modelli virtuosi replicabili in futuro sul territorio; rispondono agli obiettivi del piano di lungo periodo.

A.1 Decostruzione generativa

A.2 Paesagire digitale

A.3 Albergo diffuso

A.4 Distretto del cibo

 

B) Progetti moltiplicatori

Percorsi virtuosi che il territorio sta intraprendendo nella direzione del territorio di domani.

B.1 Le terre dell’acqua

B.2 Osservatorio del paesaggio

B.3 Progetto Stream

B.4 Life Palù QDP

B.5 Smart Oasis

B.6 Soligo Reload

B.7 Parco letterario

B.8 Polo del gusto e parco degli artisti

B.9 Parco della Filandetta

 

C) Fabbricando creatività e intelligenza collettiva

Produzioni creative tra arti e pensiero che si strutturano a partire dal patrimonio culturale reinterpretandolo in chiave contemporanea come opportunità di riflessione, contaminazione e di sviluppo. legato per la comunità della città-territorio.

C.1 Produzioni per una comunità (2 progetti) coesa, inclusiva e cooperativa

C.2 Produzioni per un’economia che guarda al benessere dell’individuo (2 progetti)

C.3 Produzioni tra arte e percezioni del paesaggio (8 progetti)

 

D) Reti culturali territoriali

Sistemi che relazionano parti differenti del territorio che hanno in comune un elemento fortemente dentitario del luogo, valorizzandolo nella sua complessità.

D.1 Via del sacro e della bellezza

D.2 Via del Prosecco: un percorso di vini e luoghi

D.3 Via delle rocche e dei castelli

D.4 Vie della produzione

D.5 Via della Grande Guerra

D.6 Vie dell’acqua

 

E) Luoghi ritrovati





È evidente che questo programma punta sulla cultura vista come “patrimonio di valori”: lo sviluppo economico sostenibile, il cittadino protagonista e non solo spettatore di un paesaggio che va tutelato e tramandato di generazione in generazione (che è poi la sintesi del riconoscimento delle colline del Prosecco a Patrimonio dell’Umanità). È in questo senso che il coinvolgimento delle Terre Alte della Marca Trevigiana assume un significato di rilevante importanza: se il paesaggio è il centro di questo investimento culturale allora è impossibile fermarsi ai confini comunali. È un “fronte comune” che vede in questo dossier l’espressione della cultura di un territorio marginale come lo è gran parte dell’Italia, quella dei borghi, dell’artigianato locale, delle eccellenze eno-gastronomiche.





E infine, il punto dal quale si è partiti: le figure che hanno dato lustro ai paesi della Marca anche nell’ambito della cosidetta cultura alta. Non solo Zanzotto e Fabbri, Giuseppe Toniolo e Toti Dal Monte ma tantissimi altri artisti da Angelo Lorenzon a Carlo Nardi, da Emilia Salvioni a Marta Sammartini e tanti altri nomi illustri, scrittori, poeti, pittori, scultori e musicisti, che rappresentano la storia e l’ispirazione per questo progetto.

E, con le loro idee originali e visionarie, un ponte verso il futuro.





L’assessore alla cultura di Pieve di Soligo, Luisa Cigagna, ha recentemente dichiarato, che, comunque vada questa finale, l’obiettivo sarà diventare un distretto culturale evoluto, un territorio in cui la rigenerazione paesaggistica vada di pari passo con quella economica, sociale e culturale.

Ed è questa consapevolezza che auguriamo guidi anche la giuria che dovrà decidere di quest’importante investitura. Ricordiamo che l’audizione di Pieve di Soligo avverrà on line, giovedì 14 gennaio alle 15.45 sul canale YouTube del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Forza Pieve, forza Terre Alte della Marca Trevigiana!

 

Debora Donadel

 







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