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24 Giu 2020

Le colline dell'Unesco - 6

La cura del territorio: scopriamo il Piano di Gestione.


Fulvio Ervas, come il protagonista del suo libro “Finché c’è prosecco c’è speranza” (divenuto film di successo), è convinto che “Il buon vino esiga buona terra”. All’indomani del riconoscimento Unesco, infatti, affermava che “La buona terra è intesa come amore, cura, rispetto del tempo. Pennelli da pittori, non caterpillar che distruggono. Ed è questo che sogno per il futuro Unesco delle collline del prosecco Superiore”.

Ed è proprio nel senso della tutela e della conservazione che la Convenzione Unesco esige, dal 2002, che l’inclusione di nuovi siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità sia subordinata alla predisposizione dei Piani di Gestione.

 





Il Piano di Gestione è uno strumento utile per la conservazione, la tutela e la valorizzazione dell’intero patrimonio. Gli scopi principali di tale Piano sono: assicurare e conservare l’eccezionale valore universale (OUV) del sito, assicurare un’efficace protezione e tutela del bene, garantendo la sua trasmissione alle generazioni future, e promuovere progetti di tutela e valorizzazione coordinati e condivisi dai vari soggetti e realtà operanti nel territorio.





Il 22 gennaio del 2020, presso la scuola enologica “Giovanni Battista Cerletti” di Conegliano, è stato firmato l’atto costitutivo dell’associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, associazione che attuerà il Piano di Gestione.

Firmatari e anche fondatori: il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno-Dolomiti e presidente Unioncamere Veneto, Innocente Nardi per il Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Docg, Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso e Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo e rappresentante dell’Ipa “Terre Alte della Marca Trevigiana”.





Il consiglio di amministrazione dell’associazione è formato dal presidente Marina Montedoro (Direttore Coldiretti Lombardia), Silvia Mion (H-Farm) Giuseppe Maset (Sindaco di San Fior), Vincenzo Sacchet (Sindaco di Tarzo), Ivo Nardi (Assindustria Veneto Centro) e Lodovico Giustiniani (Presidente Confagricoltura Veneto).

L’associazione risponderà a un referente del Sito Unesco, affiancato da un Comitato Scientifico, organo consultivo costituito da esperti e membri nominati dalla Regione del Veneto, dal Ministero dei Beni Culturali e dal Ministero dell’Agricoltura. Il parere del Comitato Scientifico sarà obbligatorio quando si tratterà di definire gli obiettivi del Piano di Gestione e indicare le priorità degli interventi.





La fase operativa è stata purtroppo brutalmente interrotta dalla pandemia che ha coinvolto tutto il mondo. Ma l’obiettivo per il quale si sta lentamente ripendendo a lavorare rimane saldo e comune a tutti: progettare un’immagine coordinata del paesaggio culturale a marchio UNESCO e realizzare un sistema turistico sostenibile che viva 365 giorni l’anno.  

Il governatore Zaia all’atto della costituzione dell’assemblea ha sottolineato che l’urbanistica sarà uno dei primi temi a essere affrontato al fine di adeguare gli strumenti di pianificazione attuali ai valori UNESCO; che è necessario puntare su un turismo sostenibile ed esperienziale, leve capaci di attrarre in queste terre visitatori da tutto il mondo, che potranno così riconoscere il valore.







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