Blog




02 Dic 2020

Le colline dell'Unesco - 29

Dai media alle istituzioni: ulteriori testimonianze dell’amore per le colline di Conegliano e Valdobbiadene


Due personaggi noti della televisione, e non solo, e la persona forse più nota del Veneto negli ultimi anni fanno la loro "dichiarazione d'amore" alle colline Patrimonio Unesco:

 

Fede e Tinto

Federico Quaranta (Fede) e Nicola Prudente (Tinto) sono, dal 2003, autori e conduttori della trasmissione  radiofonica di Decanter, programma di Radio2 dedicato all’enogastronomia e all’agricoltura. Entrambi sono presenze fisse a “La Prova del Cuoco” su Rai1 e conduttori di Lineaverde su Rai1 (Federico  Quaranta) e Frigo su Rai2 (Tinto). Insieme hanno pubblicato due libri per Rai Eri: “Sommelier ma non  troppo. Per capire il vino senza troppi giri di bicchiere” e “111 vini che devi proprio assaggiare”. Nel maggio del 2016 hanno ricevuto, per la diffusione della cultura enogastronomica, il “Premiolino”, uno dei più antichi premi giornalistici italiani. Sono tra i vincitori del “Premio giornalistico Primavera del Prosecco Docg”.

 

Qualche tempo fa, realizzando un programma per La7, decidemmo di effettuare delle riprese del territorio del Conegliano Valdobbiadene in mongolfiera. Oltre ad apprezzare, nel suo insieme, la meravigliosa bellezza di queste colline ricamate di vigneti, ci pareva, in una sorta di metafora, di essere come una bollicina di perlage di Prosecco Superiore che s’innalzasse nel cielo. Se sull’aspetto estetico di un territorio come questo, vocato al vino, non c’è alcun dubbio, tanto da essere stato candidato a buon titolo come Patrimonio Unesco, l’aspetto più peculiare è che a questo fascino antico offerto dalla natura si aggiunge la grande qualità del lavoro dell’uomo. Quando parliamo di Prosecco Superiore, parliamo di un vino che è un vanto a livello globale. E di un distretto che, proprio quest’anno, ha ricevuto una menzione speciale al Premio Gavi “La Buona Italia” per essere esempio trainante dell’Italia che funziona.





Etica ed estetica, quindi, sono le parole  chiave del Conegliano Valdobbiadene, perché qui in  modo  particolare si dimostra che il vino, oltre ad essere espressone di un territorio, è anche espressione del lavoro etico dell’uomo. È la miglior rappresentazione di un percorso culturale fatto e creato dalla visione e dal pensiero dell’uomo, in cui ogni singola bottiglia è il risultato di un percorso umano. Un esempio concreto di come, dove il viticoltore lavora con una sensibilità che tiene  conto delle bellezze e delle peculiarità, preservando il territorio, ne consegue anche una grande qualità nel bicchiere. (Autunno/Inverno 2017)





Luca Zaia

Presidente delle Regione Veneto

 

Mi capita spessissimo di visitare le colline di Conegliano Valdobbiadene, sia per impegni istituzionali sia per il semplice piacere di vivere immerso in un territorio per molti aspetti unico al mondo, al  punto  che come Regione Veneto abbiamo avviato l’iter per il riconoscimento a Patrimonio  Universale dell’Unesco. In queste colline c’è una parte di storia del Veneto: il paesaggio, la cultura della terra, lo spirito di sacrificio e la grande professionalità di chi la lavora, un’economia legata al Prosecco che ha regalato sviluppo, benessere e lavoro alla popolazione. E molta storia personale. Perché questi sono anche i luoghi dove sono nato, con i quali ho un legame affettivo fortissimo e molti ricordi.





Quelli di un ragazzo di una normale famiglia del coneglianese, che si sentiva fortunato di poter studiare in una scuola enologica, il Cerletti, che già ai miei tempi, era un’eccellenza nazionale in un settore che si qualificava con un presente di valore e un futuro di grande sviluppo, come poi è stato. L’emozione più grande l’ho provata però nel 2016 quando, da Presidente della Regione, ho avuto l’onore di partecipare alla festa per il 140° anniversario del Cerletti. Sono arrivato nella mia veste di Presidente del Veneto, ma in pochi minuti e per tutta la durata della manifestazione mi sono sentito, non senza emozione, Zaia Luca, matricola anno 1982. I ragazzi mi dissero. “Luca, non puoi mancare alla trattorata di fine anno!”. Detto e fatto: il 16 giugno salii con loro su uno degli 80 trattori guidati dai ragazzi in occasione della fine dell’anno scolastico. Raramente mi sono divertito così tanto. Ero uno di loro, “uno del Cerletti”. (Primavera Estate 2018)





Entrambe le testimonianze sono tratte da Rivista enoturistica Visit Conegliano Valdobbiadene







Ritorna al blog


Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok