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27 Mag 2020

Le colline dell'Unesco - 2

Scopriamo i motivi del riconoscimento delle Colline del Prosecco a Patrimonio dell'Umanità Unesco


Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco come paesaggio culturale, al pari della Costiera Amalfitana, delle Cinque Terre, del Cilento e Vallo di Diano, dei Sacri Monti, della Val d’Orcia, delle Ville e dei Giardini Medicei, dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato.

Non si tratta quindi di una questione scenografica (anche se è innegabile la bellezza dei luoghi), ma bensì del riconoscimento di tre determinate caratteristiche che lo definiscono paesaggio culturale di valore mondiale.





La prima è l’hogback – letteralmente “dorso di maiale” – termine geomorfologico che indica la presenza di una serie di colline con una cresta stretta e pendii ripidi con inclinazioni quasi ugali su entrambi i fianchi; colline intervallate da piccole valli parallele tra loro.





La seconda caratteristica è il ciglione, una particolare tipologia di terrazzamento che utilizza la terra inerbita al posto della pietra e che viene preferita ad altre sistemazioni poiché contribuisce alla solidità dei versanti e riduce l’erosione del suolo. Questa caratteristica è tanto importante quanto determinante nel riconoscimento Unesco perché dimostra l’adattamento dell’uomo al territorio (le prime testimonianze dell’utilizzo del ciglione nella coltura della vite in queste colline risalgono al XVI secolo). L’elemento cultruale che caratterizza le Colline del Prosecco è proprio insito in questo particolare: coltivare rispettando il territorio.





La terza e ultima caratteristica è il paesaggio a mosaico: il lavoro di miglialia di piccoli viticoltori ha modellato ripide pendenze, creato tanti piccoli appezzamenti interconnessi, intervallati da un’importante presenza boschiva. Elemento che garantisce un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi ecosistemici di qualità: anche qui, l’intervento conservativo dell’uomo è un elemento culturale importante e decisivo nel riconoscimento del Patrimonio Unesco.





Riportando le parole della Convenzione Unesco, la definizione di paesaggio culurale sta nel “risultato dell’interazione tra uomo e natura” che recita ancora: “…è illustrativo dell’evoluzione della società umana e dell’insediamento nel tempo”.

Per questo, non ci stancheremo mai di ripeterlo, non dobbiamo viverlo come un riconoscimento, ma soprattutto come un’investitura di doveri verso una terra che l’uomo ha saputo trarre a profitto senza rovinarla: deve essere salvaguardata, rispettata e protetta!
E valorizzata senza mai perdere di vista quest’aspetto…solo così diventerà una meravigliosa opportunità per tutti!







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