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19 Ago 2020

Le colline dell'Unesco - 14

Il cicloturismo tra le nostre colline, una grande risorsa!


Durante quest’estate atipica vi sarà capitato di incontrare, tra le nostre colline, dei ciclisti un po’ speciali, zaini e borse ai lati delle bici, sguardo perso nei nostri panorami, nessuna smania di arrivare ma solo tanta voglia di esplorare i nostri luoghi.

Il cicloturismo, una volta appannaggio degli stranieri, da qualche anno si sta diffondendo sempre più anche tra i nostri connazionali. Una forma di turismo semplice, lento, ecosostenibile. Con l’avvento di nuove biciclette: elettriche, a pedalata assistita, si avvicinano a questa pratica anche molte famiglie, o comunque persone non particolarmente allenate.  

Le colline del Prosecco con i panorami naturali, i borghi, le curiosità culturali, si sposano perfettamente con questa forma di turismo.





Proprio l’area storica del Superiore è toccata da due dei percorsi cicloturistici più interessanti, la classica Monaco-Venezia e la nuova Cicla-bile del Piave. La Monaco-Venezia è sicuramente una delle più note e fre-quentate ciclabili europee. Nasce, curiosamente, dal sogno di un uomo: il tedesco Ludwig Graßler. Di mestiere fa l’ingegnere orticolo ma ha una grande passione per i viaggi e le escursioni. Nel 1972, dopo una gita di sette giorni da Monaco di Baviera fino alle sorgenti del fiume Isar, nel Karwendel, comincia a immaginare un itinerario che prosegue verso le Dolomiti e magari ancora più giù, fino al mare e alla laguna di Venezia. Dal ’73 al ’75, grazie a numerosi viaggi, mette a punto un percorso di 520 chilometri, che compren-de 33 valichi e oltre 3.000 metri di dislivello complessivi attraversando le Alpi. Nel 1977 pubblica i suoi risultati in una guida, “Zu Fuß über die Alpen. Der Traumpfad von München nach Venedig”, ovvero “A piedi attraverso le Alpi. Il percorso da sogno da Monaco a Venezia”





Inizia da qui la leggenda della Monaco-Venezia. Ideato inizialmente da Graßler come percorso a piedi, la Monaco-Venezia offre oggi anche un percorso ciclabile di 560 chilometri, tra scenari incantevoli e panorami mozzafiato, che attraversa tre paesi, tre zone climatiche e le realtà alpino-mediterranee. Partendo da Monaco, tocca Innsbruck, il passo del Brennero, la Valle Isarco, Bolzano, la Val Pusteria, Cortina d’Ampezzo, Belluno e Treviso per concludersi a Venezia. Il percorso si snoda lungo le piste ciclabili disponibili, ma sono disponibili altri percorsi ciclistici e piccole strade secondarie. In un unico spettacolare viaggio sono uniti anche diversi itinerari già esistenti, come le vie alpi-nistiche Altavia n.1 o Altavia n.2, o tracciati storici come la via Claudia Augusta, la strada che nell’antica Roma colle-gava la pianura padana alla Baviera. A seconda del tipo di percorso scelto, la durata complessiva dell’itinerario in bici può arrivare sino a un mese. Il per-corso ciclabile è suddiviso in quattro tappe, l’ultima delle quali dedicata alla pianura veneta. Una trentina di chilome-tri circa della Monaco-Venezia attraversano quindi anche il territorio del Superiore, da Vittorio Veneto sino a Cone-gliano. E sono molti i cicloturisti stranieri che ogni anno, percorrendola, non mancano di fare una visita alle cantine dell’area storica, oppure fermandosi ad una delle mostre della Primavera del Prosecco Superiore.





Assieme alla Monaco-Venezia, c’è però un’altra pista ciclabile, più recente, di grande interesse. È la Ciclabile del Piave, un percorso di 134 chilometri che si snoda lungo gli argini destro e sinistro del fiume “sacro alla Patria”.

Attraverso tre province, Belluno, Treviso e Venezia, l’itinerario sa regalare panorami molto diversi fra loro, partendo dal tratto montano che inizia dalle sorgenti del Piave nei pressi di Sappada, scendendo poi verso le colline e concludendosi infine al mare, a Jesolo. Ideato dai Consorzi Bim che uniscono 34 Comuni delle tre province, il percorso è dotato di aree attrezzate per le bici e servizi per cicloturisti.





Caratteristica del progetto della ciclabile è l’idea di creare uno scambio interattivo tra il turista su due ruote e i vari punti d’interesse lungo il fiume, senza però incanalarlo in un percorso prefissato per tempi e destinazione. Si trat-ta perciò di un’esperienza di viaggio unica nel suo genere e certamente di nicchia, ma anche personalizzabile a seconda dei propri interessi e gusti. E, cosa non secondaria, adatta a tutti, grazie alla facilità dei percorsi.

 

Da VISIT primavera-estate 2019 Magazine







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