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22 Lug 2020

Le colline dell'Unesco - 10

Conegliano e Valdobbiadene - Capitali e confini


I due centri più importanti delle Colline del Prosecco sono senz’altro Conegliano e Valdobbiadene. Due città diverse eppure simili, con un denominatore comune che è l’antica coltura della vite.





Così antica che per la Repubblica di Venezia, Conegliano era “La cantina di San Marco” mentre Valdobbiadene veniva definita da Venanzio Fortunato (530-603, ultimo grande poeta latino) terra su cui “eternamente fiorisce la vite sotto la montagna dalla nuda sommità ove il verde ombroso protegge e ristora”.

Non è un caso che le due città siano unite dalla Strada del Prosecco che le collega attraversando tutto il sito Patrimonio Unesco in un susseguirsi di vigneti, borghi e colli che sono anche elementi comuni dei due paesi.





Conegliano, città murata sorta intorno al suo castello medievale, i cui splendori rinascimentali sono ancora impressi nei suoi signorili palazzi e le loro facciate dipinte, ma nella quale è anche sorta, nel 1876, la prima Scuola Enologica, oggi anche sede di un Campus dell’Università di Padova e di importanti istituti di ricerca in materia vitivinicola ed enologica.





Valdobbiadene non è cinta da mura ma protetta dalla mole del Monte Cesen e in aperta comunicazione con le sue borgate e le sue frazioni: un tessuto urbano senza confine tra centro e periferia, nella cui grande piazza principale confluiscono sei strade che lambiscono anche le borgate, i campi e i vigneti più suggestivi ed impervi.





Conegliano e Valdobbiadene possono essere considerate a tutti gli effetti le due capitali del sito Unesco pur essendone naturalmente i confini longitudinali e non il centro…

 

 

 

Testi di Marina Grasso e Gianni Moriani, raccolti dalla rivista enoturistica Visit Conegliano Valdobbiadene (Speciale Unesco 2019)







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