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18 Mag 2020

Curiosità del territorio - I nomi di una volta: record di "Antonio" a Falzè

Si sa che la scelta del nome del nascituro ai nostri tempi segue talvolta la moda...


I NOMI DI UNA VOLTA: RECORD DI "ANTONIO" A FALZÈ

 

Si sa che la scelta del nome del nascituro ai nostri tempi segue talvolta la moda.

Si pensi, a cominciare dagli anni Settanta, quanto hanno influito sulla decisione dei genitori le telenovele, le canzoni, i divi dello schermo.

Nei secoli passati si era più “tradizionalisti” e ci si rifaceva rigorosamente ai nomi dei Santi più popolari, a cominciare da quelli degli apostoli.

Nei primi anni del 1600 i nomi maschili più diffusi nella zona erano: Giovanni, Giovanni Battista, Battista, Francesco, Domenico.

Frequenti anche Nicolò, Pietro, Bortolo, Matteo, Bernardo. Seguivano a distanza: Tiziano, Gerolamo, Angelo, Giacomo, Tomaso.

Il nome femminile più usato era senz’altro Maria, seguito a poca distanza da Caterina, Giovanna, Domenica, Angela, Maddalena.





Nel 1600-1700 spesso veniva imposto il nome di parenti, specie dei nonni paterni e, in misura minore, materni.

Talvolta il neonato riceveva il nome del padrino, raramente quello del padre, a meno che questo non fosse deceduto prima della nascita del figlio.

Qualcuno avrà notato che fra i nomi riportati manca quello di Antonio.

In realtà questo nome era diffuso ma non così frequente nei nostri paesi come si è portati a ritenere.

Faceva eccezione Falzè, dove a metà del Settecento i Toni non si contavano…





Curioso, statisticamente parlando, l’anno 1763 in cui a tutti i sette maschi nati tra aprile e luglio si diede il nome di Antonio.

Essi furono nell’ordine: Antonio dei Mulotto detti Celso; Antonio Pietro di messer Antonio Marigo; Antonio Villanova; Antonio Bellè; Antonio Giacomin; un altro Antonio di Giacomo di Antonio Villanova; ancora un Antonio figlio di un’altra delle diffusissime famiglie Villanova.

Al penultimo posto dell’elenco si era inserita finalmente una femminuccia.

Manco a dirlo, fu chiamata anche lei “Antonia” ed era figlia di un Cadorin.

Questo articolo, a cura di Enrico Dall'Anese, è tratto dal mensile di Eventi Venetando di luglio 2018.







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