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22 Giu 2020

Curiosità del territorio - 1841. Una grandinata eccezionale

Il passato fu sempre segnato da periodiche disastrose calamità naturali. È il caso della rovinosa grandinata del 23 luglio 1841.


1841. UNA GRANDINATA ECCEZIONALE

Il passato fu sempre segnato da periodiche disastrose calamità naturali.

Alcune, che coinvolsero vaste zone, sono ricordate nei libri di storia.

Di altre, verificatesi in un ambito più locale, non è stata tramandata la memoria.

È il caso della rovinosa grandinata del 23 luglio 1841, di cui ci parla il parroco di Miane in un trafiletto contenuto nel libro dei battesimi.





Lasciamo a lui la parola:

“Alle ore una pomeridiana una fiera tempesta desolò queste campagne. La tempesta durò continuamente per mezz’ora, cosicché avea coperto tutto il terreno, come la neve d’inverno.

L’uva, che era molta, fiorente, vicina a maturarsi prima del solito, è stata tutta pesta e le viti sfrondate avranno a risentire anco per l’anno a venire, se la Provvidenza non ci assiste.

Le frutta caddero a terra. Il danno è notabilissimo nelle castagne e nei fagioli. I gelsi sono tutti rovinati, cosicchè è incalcolabile il danno che avremo nell’anno venturo non potendo mantenere i bachi da seta. La disgrazia non potrebbe essere maggiore”.





Secondo la mentalità di allora, il povero prete concepiva il danno come una punizione del Signore per il cattivo comportamento della sua gente.

“È stata la conseguenza dei nostri disordini, specialmente per l’abuso soverchio del vino che, attesa l’abbondanza di questo e la qualità non molto felice, non poté avere il solito smercio e perciò in questo anno convien dire che l’abbondanza abbia rovinato il possidente e pervertito il povero”.

Furono seriamente danneggiati anche i raccolti che servivano al mantenimento della parrocchia.

“Il granone o sorgo turco non solo non venne a maturità ma si disseccò nel gambo e non si ebbe alcun prodotto”.

Questo articolo, a cura di Enrico Dall'Anese, è tratto dal mensile di Eventi Venetando di febbraio 2018.





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