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24 Ago 2020

Cison, il Museo della Radio e Virgilio Floriani

Lo sapevate che a Cison c’è un Museo della Radio?


È ospitato all’ultimo piano del Teatro “La Loggia” e consta 72 esemplari di radio d’epoca dal 1920 agli anni 70. L’esposizione non rende merito solamente all’evoluzione estetica e tecnologica delle radio ma anche al diverso peso sociale che questo strumento ha assunto nel tempo. Il Museo è ospitato all'ultimo piano del prestigioso Teatro “La Loggia” a Cison di Valmarino su un'area di circa 250 mq dove, al momento, sono esposti 72 esemplari.





Il percorso della mostra è inoltre dotato di un impianto audiovisivo che consente un’interazione con il visitatore.

Tra i pezzi in mostra ve ne sono alcuni di particolare pregio come la Sluchawscki Detefon Mod DT2, una piccolissima ma efficientissima radio a galena polacca del 1920, l’americana RCA Mod. Radiola 18 del 1928 – ’29 con il suo bellissimo mobile in noce e l’altoparlante detto “cappello di Napoleone”.





Fa bella mostra di sé anche il radiofonografo Safar Mod 2940 progettato nel 1938 dall’ ingegnere Virgilio Floriani. Ma chi era questo insigne cisonese?

Virgilio Floriani nacque a Cison nel 1906 da una famiglia contadina.

Un singolare contadino il padre di Floriani: chiamò il figlio Virgilio perché sperava diventasse...un poeta!





Dopo un “test” all’età di 11 anni , la famiglia decise di farlo continuare negli studi : medie, liceo, biennio d‘ingegneria a Padova e triennio al Politecnico di Torino dove si laureò nel  1929.

 Lavorò all’EIAR (che diventò successivamente la RAI), fu progettista alla SAFAR, fabbrica che si occupava della produzione di apparecchi radio, doun colosso nel ve appunto nacque il fonografo suddetto. Nel 1946 fondò, a Milano, la Telettra che diventò campo delle telecomunicazioni. Iniziò con circa 7 milioni di lire di risparmi familiari e con una decina di collaboratori, ma la Telettra raggiunse circa 10.000 dipendenti totali e all'attivo numerosi brevetti ed invenzioni nel settore delle telecomunicazioni.

Nel 1967 Telettra realizzò il primo ponte radio PCM in Europa: da quel momento i ponti radio a codifica numerica acquisirono grande importanza, fino all'avvento della tecnologia della fibra ottica. Successivamente, cogliendo l’importanza strategica del transistor nelle telecomunicazioni, fondò nel 1957, con Adriano Olivetti, la SGS (Società Generale Semiconduttori), la prima industria italiana creata per la ricerca, lo studio e la fabbricazione dei diodi e dei transistor.





Non solo: dopo la morte per cancro del suo amato fratello, colpito dalle sue indicibili sofferenze, decise di creare la Fondazione Floriani che si occupa tutt’ora di pazienti terminali: assistenza domiciliare, sostegno alle famiglie, centri di cure palliative e degli hospice. Sostegni che oggi paiono normali ma quando la Fondazione iniziò la sua opera, Virgilio e la moglie Loredana, furono dei veri e propri precursori.
La filosofia della Fondazione si basa sulla convinzione dell’ingegner Floriani che “per un malato inguaribile, quando sembra che non ci sia più niente da fare, rimane invece ancora molto da fare”.

Un grande spirito innovativo, un piglio imprenditoriale fuori dal comune, ma anche una grande umanità: questi i tratti che contraddistinguono Virgilio Floriani, un illustre cisonese.







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