Un’area naturale e un ecosistema da conoscere, conservare, proteggere

I Palù sono un’area verde costituita da campi chiusi; i recinti sono fossi e siepi. Costituiscono un’importante riserva di biodiversità di flora e fauna.

Il loro nome deriva da palude perché di questo si trattava prima che i monaci benedettini, che presero dimora nella vicina abbazia di Santa Bona di Vidor a partire dal 1100, non li bonificassero dandogli l’aspetto che conservano, pressoché integro, ancora oggi.

La bonifica benedettina seguiva una missione precisa, cioè quella di trasformare terre desolate in terre coltivate, e un altrettanto precisa modalità di “costruzione”. 

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Vi è, infatti, un ordine geometrico, pressoché regolare che richiama, non solo alla centuriazione romana, ma anche all’hortus conclusus, simbolo dei monasteri benedettini. Il bosco è stato ridotto a siepi e i prati chiusi disposti quasi a creare un mosaico; i nomi dati ai singoli appezzamenti evocano la bellezza, il buono, la salute.  

L’hortus conclusus dal latino: giardino recintato, è la forma tipica di giardino medievale, tipico di monasteri e conventi. Si tratta di una zona verde, in genere di piccole dimensioni, circondata da alte mura, dove i monaci coltivavano essenzialmente piante e alberi per scopi alimentari e medicinali.

Nel caso dei Palù, invece di muri il bosco è stato ridotto a siepi che fungono da recinti e i prati chiusi disposti quasi a creare un mosaico; i nomi dati ai singoli appezzamenti evocano la bellezza, il buono, la salute.

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Quest’area verde fa parte della Rete Europea “Natura 2000” ed è riconosciuta come Area di Interesse Comunitario (area SIC).

Recentemente, per conservare e preservare questo prezioso ecosistema è stato avviato un progetto, il Life Palù QdP (co-finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea), volto a fermare la regressione dell’habitat naturale: infatti, l’abbandono di parte dei prati ha inevitabilmente portato a una perdita di biodiversità, ridotto la capacità dei canali/fossi e quindi il sostentamento della vita acquatica e anfibia.

Direttamente dal sito del progetto Life Palù QdP riportiamo azioni, obiettivi e tempi:

AZIONI

– L’acquisto di circa 4 ettari di Palù da parte delle Amministrazioni Pubbliche per una ricostruzione fedele dell’habitat originario.

– L’acquisizione su base volontaria di 6 ettari di Palù da riconvertire ad un modello sostenibile di utilizzo, grazie al finanziamento UE.

– La creazione di un marchio territoriale che valorizzi anche economicamente Piccole Produzioni Locali di qualità.

– Il ridare vita a forme di artigianato basato sui modelli storici locali.

La promozione dei Palù finalizzata ad attivare un turismo sostenibile e responsabile e la creazione di un sistema fruitivo a carattere didattico.

 

OBIETTIVI

Il progetto persegue numerosi obiettivi, in particolare quello di un rinnovato modello di coesistenza tra ambiente naturale ed attività antropiche, per:

– ­Aumentare la presenza delle specie vegetali rare.

– Rafforzare la presenza di anfibi, rettili e farfalle di rilevanza conservativa.

– Sviluppare modelli innovativi di gestione agroforestale dei Palù, sostenibili economicamente e rispettosi di habitat e specie.

– Percorrere un approccio partecipativo, per rafforzare il senso di appartenenza territoriale condividendo una modalità di un suo uso corretto.

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TEMPI E FASI

Il progetto è stato avviato a settembre 2018 e si concluderà nel febbraio 2023.

Alla fase di acquisizione dei terreni e di promozione del progetto seguiranno gli interventi di riqualificazione delle aree, quindi le attività di monitoraggio degli effetti.

In tutte le fasi del progetto sarà condotta una forte azione di sensibilizzazione con un approccio partecipativo volto a coinvolgere la realtà territoriale nel suo complesso.

I Palù, insomma, non sono solo prati ma vere e proprie opere d’arte, natura intrisa di significati, simboli e storia, ricchezza naturale e culturale. Da preservare con la massima cura.

Debora Donadel

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