L’area dei laghi fa parte di un Sito di Importanza Comunitaria cioè una zona naturale protetta per la conservazione e la protezione della biodiversità

I Laghi della Vallata comprendono i due bacini del Lago di Lago, lungo circa 1200 metri, e il Lago di Santa Maria, lungo 1050 metri.

La loro origine è glaciale: una diramazione del grande ghiacciaio del Piave scendeva dalla Val Lapisina per poi espandersi a sud di Vittorio Veneto; a monte di Serravalle un ramo minore si dirigeva a Ovest imboccando e percorrendo la Vallata. Lo sbarramento di origine morenica di Gai impediva alle acque di quest’antico lago di defluire verso ovest. Anche lo sbocco verso Sud era impedito non essendo ancora aperta l’incisione di Serravalle. Successivamente, la progressiva incisione delle acque della morena di Gai, abbassò il livello del grande lago.

Anche la frana di Magnadèr a Revine, che sembra si sia staccata infatti a più riprese dalla soprastante zona delle crode circa 10.000 -12.000 anni fa, potrebbe aver contribuito a far assumere alla valle la forma di catino che si trasformò in un bacino lacustre.

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I due laghi sono separati da un piccolo istmo di terra, attraversato da un canale artificiale chiamato “Canale delle Barche”, situato in una zona denominata “Stret”, a Colmaggiore di Tarzo. Proprio in quest’area sono stati effettuati i ritrovamenti archeologici datati fra il tardo Neolitico e l’inizio dell’Età del Bronzo a cui s’ispirano le ricostruzioni del Parco del Livelet.
L’acqua che confluisce nei due laghi arriva principalmente dal torrente Piaveson e da diverse sorgenti carsiche, alcune delle quale sotterranee.
Il Piaveson è un piccolo torrente di origine carsica che nasce dalle Prealpi trevigiane e si getta nel lago di Lago; il suo regime dipende dalle precipitazioni, passando da periodi con totale mancanza d’acqua a momenti in cui la portata può toccare i tre metri cubi al secondo, contribuendo così alle esondazioni dei laghi.
L’unico emissario esistente è un canale artificiale, la “Tajada”, realizzato all’inizio del XV secolo per regolare il deflusso delle acque e controllare le esondazioni.

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Il Parco dei Laghi della Vallata

Il parco si estende nelle vicinanze dei laghi e comprende anche il Parco Archeologico Didattico del Livelet.

È un progetto congiunto dei comuni di Revine Lago e Tarzo ed è stato istituito nel 2011, grazie anche a un contributo regionale, con l’intento di proteggere la natura di questi luoghi.

Sono stati realizzati due anelli ciclo-pedonali attorno ai bacini lacustri, pannellistica informativa, un pontile galleggiante che collega la spiaggia del lido di Lago con il Parco del Livelet e un ponte di collegamento sul Canale delle Barche che simboleggia l’unione dei due Comuni.


Il percorso naturalistico lungo i laghi è suggestivo con flora e fauna tipicamente lacustri.

Ma la particolarità è anche la possibilità di godere di un ulteriore spettacolo: quello della realtà aumentata.

Cinque installazioni permanenti presenti sul sentiero lungo la sponda Nord dei due laghi, costituite da una cornice metallica affiancata da un pannello grafico informativo che funge da attivatore dell’App dedicata (Bepart), la quale consente, inquadrandolo con la fotocamera dello smartphone, di visualizzare un’animazione digitale.

Un originale percorso progettato da ventisei artisti con background e competenze differenti: illustratori, animation designer, 3D artist, videomaker. Questo nuovo modello di turismo interattivo si propone, non solo di attrarre giovani e i giovanissimi ma anche di far conoscere meglio il territorio di Tarzo e Revine Lago grazie alla possibilità di fotografare e condividere l’esperienza sui profili social attraverso l’hashtag #ilaghiaumentati.

Inoltre, i Laghi di Revine e Tarzo fanno parte dell’itinerario denominato la “Via dell’acqua” percorso che parte da Fregona, prosegue per Vittorio Veneto, Revine Lago, Cison di Valmarino, Follina, Miane, Valdobbiadene e termina a Segusino.

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Le possibilità di svago che offrono i laghi sono comunque molteplici.

Partendo dalla spiaggetta di Colmaggiore a Tarzo, per esempio, gli appassionati di canoa possono pagaiare in assoluta libertà circondati dalle placide acque del lago.

Non solo, i laghi sono il luogo ideale per altre attività sportive come il windsurf, un giro in pedalò (a noleggio presso il camping “Riva d’Oro”) o su una piccola barca a vela e per le immersioni subacquee.

Nella località di Santa Maria è stata ricavata una spiaggia con area verde e un bar aperto durante l’estate e nei fine settimana di primavera.

Le numerose attività offerte dal Parco Archeologico del Livelet (laboratori, escursioni, campi estivi e incontri con gli esperti), le sagre tradizionali e le numerosissime manifestazioni organizzate dalle Pro Loco di Revine, Tarzo e Corbanese, il Lago Film Fest e i tanti eventi sportivi che si svolgono nei pressi e nelle acque dei laghi, sono il giusto corollario di uno scenario unico e prezioso

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Sito di Importanza Comunitaria

L’area dei laghi è importantissima dal punto di vista naturalistico tanto da far parte di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) identificato con il nome “Laghi di Revine” dalla Direttiva “Habitat” (92/43/CEE) che ha istituito a livello europeo la Rete Natura 2000, che include le zone naturali protette e comprende anche le zone segnalate nella Direttiva “Uccelli” (79/409/CEE). Lo scopo del progetto è garantire la conservazione e la protezione della biodiversità, insieme alla sopravvivenza a lungo termine delle specie e degli habitat più vulnerabili.

I laghi sono infatti anche un luogo di deposizione delle uova del rospo comune (Bufo bufo), specie rarissima e protetta a livello nazionale.

Per questo, qualsiasi sia il motivo che ci porta a visitarli, non dobbiamo mai dimenticare che l’ecosistema dei laghi poggia su un equilibrio delicato, da preservare con cura e amore.

Fonti:

http://www.tarzointorno.it/

https://www.comune.revine-lago.tv.it

Per approfondimenti vi consigliamo di visitare:

http://www.prolocotarzo.com/

http://www.prolococorbanese.it/

https://prolocorevinelago.wordpress.com/

Debora Donadel

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