Venerdì 28 ottobre alle 20.30 all’auditorium “Battistella Moccia” di Pieve di Soligo, si celebrerà il poeta Andrea Zanzotto, il suo paesaggio e la sua gente con una serata davvero speciale: 6 Arpe per Zanzotto.

Il Consorzio Pro Loco Quartier del Piave e il Comitato provinciale Unpli hanno contribuito in maniera determinante per celebrare il centenario della nascita del poeta in particolar modo con la pubblicazione del libro Il Quartier del Piave e la Valle del Soligo. Nel paesaggio con Andrea Zanzotto, curato da Enrico Dall’Anese.

6 Arpe per Zanzotto

La serata del 28 ottobre è stata promossa, insieme al Consorzio e all’Unpli, dalla Città di Pieve di Soligo, dalla Regione Veneto, dall’Associazione Musicale Toti dal Monte, e dall’Associazione “Cultura e Società” – Università degli Adulti con lo scopo di contribuire far conoscere, in forma divulgativa e accessibile e a un pubblico più vasto, la personalità umana e letteraria del poeta pievigino proprio attraverso il libro curato da Dall’Anese.

La serata, presentata da Elisa Nadai, avrà come fulcro la musica del Venice Harp Ensemble, costituito da sei arpe e coordinato da Alessandra Trentin.

La Venice Harp Ensemble è un’orchestra che unisce studentesse e professioniste di differenti età che condividono la passione per l’arpa.

Ha suonato durante concerti al Castello Sforzesco di Milano per Expo 2015, al Museo Diocesano di Brescia, alle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Toniolo di Mestre, per “Arpissima Salvi Harps” e per la Festa Europea della Musica.

Il paesaggio zanzottiano sarà evocato sia dalle immagini emozionali di fotografi locali, in particolare Luigi Dorigo, Gianni Marciano e Renato Sandel, sia dalla lettura di brevi brani recitati dal gruppo Gli Spaginati della biblioteca comunale di Pieve di Soligo tratti dalla pubblicazione sopracitata.

Il Quartier del Piave e la Valle del Soligo. Nel paesaggio con Andrea Zanzotto

Il professor Dall’Anese è partito da un’idea nata per celebrare il centenario della nascita del poeta pievigino all’interno del magazine mensile di Eventi Venetando; per tutto il 2021 ha curato una rubrica intitolata “I luoghi zanzottiani” riconducendo la poesia di Zanzotto a particolari siti dei dodici comuni del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, non solo quello che il poeta aveva “cantato” ma anche per le persone che in certi luoghi ha incontrato e con i quali ha intessuto un rapporto importante e significativo per il suo percorso letterario.

Per questo libro, in concerto con il Consorzio Pro Loco e l’Unpli Treviso, Dall’Anese ha sviluppato quell’idea iniziale arrivando a quaranta luoghi del Quartier del Piave e della Valle del Soligo che hanno “ispirato la poesia di Zanzotto e contribuito a plasmare la sua personalità artistica”.

Il passo successivo è stato quello di considerare questi luoghi in filigrana come tappe di brevi itinerari flessibili da percorrere a piedi o in mountain bike, alla scoperta del poeta NEL nostro territorio e TRA la nostra gente.

Percorsi nel paesaggio col poeta Andrea Zanzotto

In occasione della mostra Stagione dell’azzurro – Andrea Zanzotto aperta sino al 13 novembre presso il Fondaco del gusto, nel cortile interno del palazzo municipale di Pieve di Soligo (orari: sabato, domenica e festivi 10.00 – 12.30 e 16.00 – 19.00), sono stati ricavati due percorsi “ufficiali”, ricavati dalla pubblicazione di Enrico Dall’Anese.

Entrambi si terranno nei pomeriggi delle prossime domeniche – 30 ottobre, 6 e 13 novembre – grazie alla collaborazione del gruppo di volontari dell’Università Adulti presso la cui segreteria è possibile prenotarsi (tel. 0438/980728 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 11.30 o via mail unipieve@libero.it). Tali percorsi possono essere ripetuti previo accordi con la segreteria.

Il primo è un breve itinerario di due ore nella Pieve di Zanzotto, dal titolo, citando Eugenio Montale, Nel suo territorio perdutamente amato. Il secondo, con caratteristiche escursionistiche, raggiunge, partendo da Pieve, la cima della collina Villa di Solighetto. È stato denominato, citando una poesia di Zanzotto, Morer, Sacher.

C’è infine un terzo, Cammino del Poeta, in corso di realizzazione da parte dell’Asd Hills, di 40 Km circa da effettuarsi in bici o in tre tappe a piedi.

Dietro il paesaggio, il poeta, la sua gente e il suo territorio

Ma tornando al libro, come sottolineano nella prefazione il presidente dell’Unpli Veneto, Giovanni Follador e il presidente del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, Roberto Franceschet, cerca in forma sobria e sintetica, in sintonia con la concezione zanzottiana di paesaggio, di non limitarsi a citare la bellezza naturalistica dei luoghi ma scopre il “dietro il paesaggio”: storia, arte, tradizioni, personaggi, credenze popolari, riferimenti alla biografia del poeta.

I testi pur avendo forma divulgativa, in modo da essere accessibili a un pubblico più vasto, non banalizzano i contenuti o la poetica di Zanzotto.

L’intento è quello di avvicinare le persone, che abitano lo stesso territorio che a lui tanto ha dato e da cui tanto ha ricevuto, alla sua poesia.

Un’osmosi rivolta anche alla gente che qui giunge da turista affinché possa conoscere il nostro territorio anche attraverso i versi di Andrea Zanzotto.

Il volume contiene un’ampia introduzione con contributi proposti da diversi critici locali, estimatori di Zanzotto, come Luciano Cecchinel, Tatiana Santin, Elvira Fantin, Patrizia Cesca, Maria Flaminia De Martin, Nerella Barazzuol, Rosanna Mutton, Carolina Peres de Vera.

Di questi contributi ne riporto un brano, di Maria Flaminia De Martin, presidente dell’Associazione “Cultura e Società” – Università degli Adulti, che ritengo significativo nel centrare perfettamente il cuore di questa pubblicazione.

Sapevamo tutti che non era uno scrittore provinciale e che le sue parole volevano andare oltre le nostre strade. E questo ci incuteva un po’ di pauroso rispetto. Ma anche di schietta simpatia. Due chiacchere paesane con lui si potevano sempre fare, magari quando lo incrociavamo a far due passi verso la piazza, vicino all’edicola o lungo il Borgo Stolfi. E a volte le chiacchiere si allungavano perché gli piaceva conversare. Magari prendevano spunto da un corso d’acqua, da una lapide funeraria, da una frequentatissima osteria dove si giocava a carte, dalla cerimonia per il 25 aprile cui assisteva abitualmente davanti al monumento dei caduti.”

La serata di venerdì 28 ottobre inoltre riserverà un’ulteriore sorpresa: del libro, alla fine dello spettacolo, sarà distribuita una copia omaggio a tutti i presenti!

…guardo la valle
che per sempre amerò…
(Andrea Zanzotto - Dove io vedo – Vocativo)
VIADebora Donadel
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